lunedì 3 agosto 2009

La dove osano le aquile

Cominciamo dall’inizio, solo qualche giorno fa.. faccio una premessa, nonostante il minista possa sopportare qualunque privazione e normalmente squattrinato ha un punto debole: lo ship chandler.
Cosa è? Sono i negozi che vendono articoli per la nautica dalle cime, ai bozzelli, alle scarpe. Sembriamo ventenni dentro un outlet che hanno rubato la Visa al padre. In preda a sindrome da shopping maniaco compulsiva, non possiamo uscire senza avere acquistato qualcosa. Ci si passa le dritte sui migliori negozi di nascosto e fa figo conoscere nuovi posti e piu forniti. All’improvviso le attrezzatura della barca sono obsolete, pericolose! Rinunciamo a mangiare, bere, fumare. Un'altra premessa non volevo piu spendere un euro in cime perche mi ero promesso di trovare uno sponsor. Comunaue, in preda a uno di questi attacchi trovo da Vega Voile una “bazza fuori dal mondo”: cima in Vectran del 6 a 2,10 al metro sconto 20 (sconto minista). DUE-EURO-E-DIECI-SCONTO-VENTIIIIIIIIIIIIIII! Bellissime 2 colori:rosso rubino scintillante e blu elettrico! All’improvviso le mie drizze sono diventate pericolose…e in italia le avrei pagate 3 volte di più. Ci penso, rifletto, le guardo e riguardo, mi aggiro intorno come uno squalo, ok le compro! Contento torno in barca e comincio a sostituirle. La drizza è un pezzo di corda che per andare dal pozzetto alla prua passa per una puleggia a 12 metri dal’altezza incassata dentro l’albero, l’unica cosa che non deve succedere e che la vecchia e la nuova “corda” si separino e cadano dentro l’albero, pena bisogna smontare l’albero dalla barca. Allora la prima che faccio passare la lego per bene con la vecchia, tipo 10 giri di nastro. La faccio passare, ogni centimetro è suspance…passa…passa…fino a quando non la vedi uscire dalla testa d’albero e poi finalmente in mano. Mentre sto preparando la sencoda, la mia stupida vocina comincia a dirmi: “Sergio…Sergio…non essere paranoico, dai solo 2 giri di nastro che bastano, non sprecarlo…pensa all’ecologia”, io che faccio? Gli do retta. Comincia a passare, 1 metro, 2 metri, sbuca dalla testa d’albero è fatta! NOOOOOO la vecchia si stacca e mi cade in testa. Finita niente drizza tocca disalberare. Guardo con il binocolo e vedo 15 centimetri che sbucano, sono un uomo fortunato, se non cadono dentro non ce bisogno di togliere l’abero! È solo una formalità sono nella mecca della vela, pieno di ministi. Troverò subito qualcuno che salga. Bene per farla corta non trovo nessuno. Tutti via o con qualcosa da fare e io disperato, vorrei essere una scimmia per salire su benedetto albero! Dopo 2 giorni di tentativi, vengo all’Abrì Cotier, il bar ristorante di fronte alla barca che mi ha adottato e chiedo al titolare se conosce qualcuno che lavora in porto per mandarlo in testa d’albero, pagato ovviamente. Lui cosa mi risponde? Ci mandiamo il barman (meglio cameriere), Criss un ragazzo mezzo italiano, di Parigi pazzo scatenato. Glielo chiede e lui mi guarda e dice: “no problema mon ami! Domain a 17, ok?” oggi questo sconosciuto si è fatto tirare a piu di 10 metri d’altezza, nel frattempo passava il presidente dello yatch club.. (Qui ci vuole un'altra spiegazione: ogni skipper per la regata aveva un padrino: un commerciante locale, nella presentazione il presidente ha detto che tutti i commercianti erano orgogliosi della corsa e pronti ad aiutarci). Immaginate la scena: “bon jour Sergio ca va?”-“bon jour ca va e vous?” dall’alto una voce “Bonjouuuur” il presidente sconvolto guarda in su e vede appeso il suo barman! Tradotto “Sergio cosa succede???”, “Presidente, lei mi ha detto che i commercianti erano a nostra disposizione e che dovevamo lavorare insieme…”- “hhhaaaaaaaaa les italiens”

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