mercoledì 27 gennaio 2010

Riassunto delle puntate precedenti

Lo ammetto…si,si! lo ammetto.

Ho rimandato molte, sicuramente troppe volte a rincominciare a scrivere. Vorrei scusarmi di questo.

Anno nuovo vita nuova, prometto di essere più puntuale nel condividere le mie avventure, ma prima ho il dovere di presentarmi brevemente e fare un rapido riassunto di cosa è successo nell’ultimo anno.

Prendetevi cinque minuti, attaccate la musica di quark ( per quei pochi che ne fossero sprovvisti allego il link ad una versione estesa: http://www.youtube.com/watch?v=9Wmf_APgxkg ).



Mi chiamo Sergio Frattaruolo, ho 40 anni e sono nato Bologna. Fino al 2008 conducevo una doppia vita: cinque giorni alla settimana lavoravo, in un ufficio senza finestre, come IT architect - una delle tante qualifiche “ermetiche”, tanto in voga nell’informatica. A dire il vero, l’ufficio aveva dei lucernai, da cui, a fatica, io e i miei colleghi potevamo capire se era giorno o notte. In compenso avevo tappezzato le pareti, composte di pannelli verniciati in beige e rosso, di foto di mare e di barche. Nelle ore e giorni restanti correvo al mare per salire su una barca, al tempo non ne possedevo una.

È comprensibile che questa doppia vita non poteva andare avanti ancora per tanto e il 30 Gennaio 2009 ho firmato il contratto per Malenkaia, la barca protagonista di questa storia. La notte del 31, dopo 20 anni da fumatore, spengo l’ultima sigaretta delle 60 al giorno che fumavo.

Questi sono i primi passi di un progetto lungo 30 mesi che mi porterà a correre la transoceanica in solitario nel settembre del 2011, su una barca di 6.5 metri (Mini 6.50) priva di ogni confort, fatta per correre in ogni condizione di mare.

Il nome di questo progetto è “Bologna in Oceano”.



Il mese successivo vendo la macchina e compro un furgone usato, mezzo ideale per essere adibito a casa/officina/ripostiglio, ma non proprio a suo agio negli eventi mondani quali aperitivi, serate in discoteca e cene di gala.

Purtroppo con l’azienda per cui lavoro non troviamo un accordo per l’aspettativa e nell’ottica di occuparmi nel modo più professionale possibile al mio progetto decido di dimettermi dal mio sereno e ben pagato impiego. (…lo so è folle…o forse no).

Nel frattempo, tra mille peripezie, a fine a marzo riesco a varare la barca in Atlantico, a metà Aprile salpiamo da Genova per la prima regata.

Il sogno ha inizio: sono su quel molo e tra quegli skipper che 3 anni prima guardavo ammirato come spettatore. oggi sono uno di loro e correrò con la mia barca.

Risultato della regata: penultimo… Non importa, l’obbiettivo era finire la regata, possibilmente senza troppi danni e imparare, imparare e ancora imparare.

Maggio, prima regata in solitario, partenza e arrivo a Sanremo passando da Portofino, regata terminata al quinto posto a 20 minuti dal podio.

Tutto giugno sono ospite della LNI di Lerici, mi alleno in questa splendida cornice. Di Lerici e delle fantastiche persone conosciute vi parlerò in un post successivo.

A luglio sono in Francia, nel Golfo del Leone, uno dei punti più temuti del Mediterraneo (ma che ci faccio qui…voglio tornare all’ufficio senza finestre!!)

Nei prossimi 2 mesi correrò 2 splendide, impegnative regate e successivamente partirò per la qualifica, tappa obbligatoria per la Transat).

Prima regata: una doppio, finita al quinto posto, corsa con il grande uomo e skipper Gaetano Mura. A lui devo gli insegnamenti che mi hanno portato al successo nella regata in solitario: secondo posto. Me la voglio tirare un po’: da penultimo a secondo in 3 mesi…

Qualche giorno di ferie a preparare la barca e partenza per la qualifica. 1000 miglia in solitario percorsi in 13 giorni, senza scalo, dentro una barca grande come una lavatrice, senza bagno e acqua corrente. Il lato positivo: una abbronzatura fantastica!

Terminati gli impegni agonistici, ho deciso di lasciare la barca in Francia e precisamente a La Grande Motte. Le ragioni principali di questa scelta sono state: l’accoglienza e il supporto che mi ha dato il paese e i suoi abitanti: dai rappresentanti dello Yacht Club, ai ristoratori. Sia la presenza di altri skipper francesi con cui è nata una profonda amicizia. Insieme abbiamo fondato l’associazione MiniLion (http://minilion.over-blog.com), di cui sono vicepresidente, che riunisce gli skipper del Golfo del Leone.



Nell’ultimo anno, il progetto Bologna in Oceano è passato da essere una idea, un desiderio a diventare una realtà della vela:

  • Oltre 4000 miglia percorse
  • Terminate 4 regate su 4 corse. Tutte regate qualificative del circuito Mini Internazionale (Italia e Francia)
  • 2 quinti posti e un secondo.
  • Secondo posto al Challenge le Grand 8
  • Conseguimento della qualifica di 1000 miglia in solitario obbligatoria per la Transat


Inoltre, abbiamo avuto centinaia di contatti di persone interessate alla barca e al progetto. Abbiamo raggiunto tutti gli obbiettivi che ci eravamo prefissi a inizio stagione e soprattutto ho riportato la barca integra.

Ma il risultato più importante, non è quantificabile con numeri. Sono le parole e gli sguardi pieni di passione e amicizia che mi hanno accompagnato in questi mesi. Tra tutti voglio ancora ringraziare Marco Catania, responsabile del progetto e grande amico, che mi ha supportato e sopportato in tutti modi, senza lui la barca non sarebbe partita per nessuna regata.



Per il 2010?

Il 2010 sarà un anno molto intenso sia per le iniziative che per le regate. La principale regata sarà una regata in solitario di 2500 miglia corsa in Nord Atlantico: “Les Sables-Les Acores-Les Sables” (budget permettendo).

Intanto l’anno è iniziato con buone notizie:

Riconoscimento ufficiale da parte di CONI e UISP dell’associazione sportiva responsabile del progetto “Bologna In Oceano”. L’associazione si chiama: Urban Ocean Sailing Team.

La So.Ge.Se. (http://www.sogese.com/) importante società che gestisce impianti sportivi, piscine e palestre, attraverso il direttore tecnico Davide Steccanella, mi ha offerto il supporto delle loro strutture e dei loro specialisti per raggiungere la migliore forma psicofisica.

Il 15 febbraio sarà on line la nuova versione del sito: www.bolognainoceano.it, contenente i programmi del 2010, nuove foto e video. (sono alla ricerca di qualcuno che mi aiuti con le problematiche di pubblicazione)

Inoltre, potete seguirci sul gruppo di facebook “TRANSAT 6.50-bologna in oceano” o meglio ancora sul blog: http://bolognainoceano.blogspot.com/

Se avete idee, commenti, domande oppure se vi avanza tempo e/o soldi da investire su questo progetto scrivetemi a: sergio.fratta@gmail.com

Oramai dovreste essere assuefatti dalla musica di Quark, vi lascio con la frase che mi ha accompagnato in questo ultimo anno: “Diventa ciò che sei”.

Vi confesso che negli ultimi anni ho provato in tutti i modi ad oppormi a questo folle sogno: ho tentato di essere conforme alla normalità o alla anormalità, sono scappato, ritornato e di nuovo scappato, ma alla fine non ho potuto fare nient’altro che diventare ciò che sono.



Grazie



Ciao

Sergio