domenica 27 febbraio 2011

W la scuola!


Non sono mai stato un bravo studente, la scuola non mi piaceva. Non sopportavo stare ore al chiuso ad ascoltare professori ancora più annoiati di me.
Ma qualche volta, si impara dai propri errori.
A settembre 2010, decido di ritornare a scuola. Faccio domanda di ammissione al CEM de la Grande Motte (Francia), una delle migliori scuole al mondo per navigatori solitari. In pratica “Saranno Famosi” in versione oceanica.
Riesco a superare le selezioni e dopo pochi giorni sono catapultato in mezzo a skipper che solo qualche anno fa ammiravo sulle riviste di vela, fotografati mentre correvano sugli oceani.
L’obbiettivo della scuola è chiaro e non lascia spazio a interpretazioni: ottenere il massimo della performance dagli skipper.
Gli allenamenti iniziano alle 8.30 con palestra o piscina e proseguono fino alle 19.00 alternando allenamenti in acqua con lezioni in aula di meteorologia, strategia di regata, gestione del sonno, project management e altro.
Prima e dopo gli allenamenti ripariamo eventuali danni e mettiamo a punto la barca per l’allenamento successivo.
Il CEM è un posto magico, consente di toccare e accarezzare i propri sogni. Attraversare l’oceano in solitario non è solo un “miraggio”, ma un obbiettivo professionale, concreto e raggiungibile.
Un obbiettivo condiviso col altre persone fantastiche, di cui vi parlerò la prossima volta.
a presto
(Le foto sono del fantastico Massimo Persiani)

domenica 6 febbraio 2011

Promesse da marinaio


Sono mesi che non mi faccio sentire.
Lo so, avevo promesso di scrivere.
In questi mesi, molte volte la voglia di condividere mi ha spinto a raccontare, ma di più la vergogna me lo ha impedito.
Mi vergognavo perché misuravo ancora il valore della mia vita in base quante “cose” posso comprarmi e mostrare, dalle “sicurezze” per il futuro e da quanto ero considerato una persona di successo.
Secondo queste metriche mia vita attuale è un fallimento: a 41 anni vivo come un vagabondo tra terra e mare, facendo qualunque tipo di lavoro per vivere e per finanziare la Transat.
Se questo non bastasse, misuravo i miei risultati unicamente in base alle posizione in classifica ottenuta durante le regate.
Le ultime settimane sono state dure e stravolgenti, mi hanno costretto a guardare con occhi differenti la mia vita, a cercare un senso in questa apparente follia.
Ho ripensato all’ultima regata in solitario. mesi di preparazione e sacrifici, per abbandonare dopo 3 giorni di navigazione per le troppo rotture subite durante la tempesta.
La ritengo la mia più forte esperienza in mare. Partito ultimo ho recuperato fino alla terza posizione. Ho vissuto una tempesta con Mistral a 40 nodi in prua e onde altre come una casa di 2 piani, con la barca in avaria.
Ho planato insieme a decine di delfini che usavano onde di 6 metri come scivolo. Ho visto gabbiani d’altura, giocare sfiorando le creste delle onde con la punta delle ali. E il vento… il vento che mi urlava nella faccia il suo nome.
Nonostante questo, il mio unico pensiero fisso per molti mesi è stato la sensazione di fallimento causata dall’abbandono, ero deciso a vendere la barca.
Fortunatamente si incontrano persone saggie e il tempo guarisce quasi tutto..
Nelle ultime settimane qualcosa è cambiato, è arrivato il momento di cambiare pagina.
Ora comprendo l’enorme importanza di quella esperienza: un ritiro non è un fallimento.
Ora comprendo la fortuna di avere sogni, soprattutto ho compreso che amo la solitudine in mare, ma ho bisogno di condividere e di essere sostenuto quando sono a terra.
Oggi voglio fare 2 promesse: prometto di condividere questa stupenda avventura e prometto che porterò ad ogni costo questa barca al di là dell’oceano.
Sergio