mercoledì 27 aprile 2011

On Air su Punto Radio il 28 aprile

Domani  28 Aprile dalle 17 su Punto Radio e via internet su www.puntoradio.tv presenterò Bologna in Oceano, la Transat, e i messaggi in bottiglia.
Con me ci sarà Mauro Tinti armatore di Valentina che parteciperà ai mondiali di vela ORC.
dopo televisione, giornali e radio manca solo il teatro...

domenica 24 aprile 2011

Video intervista su "Dammi il tiro" del Corriere della Sera

su "Dammi il tiro", il blog del grande Fernando Pellerano la video intervista e presentazione dei messaggi in bottiglia.  http://dammiltiro.corrieredibologna.corriere.it/2011/04/messaggi_in_bottiglia_molto_pa.html





Guardare da un punto di vista differente

Guardando da un punto di vista differente spesso ci sono delle sorprese..


"Si narra che il Giambologna volesse realizzare il Nettuno con i genitali più grandi ma la chiesa glielo proibì. Lo scultore però non si arrese, infatti disegnò la statua in maniera che da una particolare angolazione il pollice della mano sinistra tesa del Nettuno sembra spuntare direttamente dal basso ventre, in maniera simile ad un pene eretto. All'epoca le donne di Bologna alla vista del Nettuno si turbavano, così che la chiesa dovette mettere dei pantaloni di bronzo alla statua. Tutta la fontana ha comunque una forte valenza erotica, per esempio le ninfe di contorno spruzzano acqua dalle mammelle."

sabato 23 aprile 2011

Intervista sul Corriere

Domani, domenica 24/04/2011 sul Corriere di Bologna uscirà una intervista a firma di Fernando Pellerano e foto di Massimo Persiani.


"Il mondo deve prima rinnovarsi, e questa magnifica novità liberatrice dev'essere ricavata dall'anima degli uomini. Fino ad allora non potranno esistere che frammenti sparsi uniti da legami frammentari."

venerdì 15 aprile 2011

Debutto televisivo!

Hai mai desiderato mandare un vero messaggio in bottiglia?

Da bambino mettevo biglietti dentro le bottiglie e le affidavo al mare. Scrivevo saluti, a volte storie e immaginavo come le onde avrebbero portato le mie parole a sconosciuti.
Ora diventerò il tuo messaggero, consegnerò le bottiglie all’Oceano Atlantico durante la mia traversata in solitario.
Ancora una volta il mare sceglierà il destino delle parole.


Che cos’è esattamente

Quest’anno parteciperò alla Transat 6.50: la traversata dell’Atlantico in solitario. In pieno Oceano mi fermerò e consegnerò al mare i nostri messaggi. Le bottiglie, portate dalle onde, andranno verso il continente americano e oltre.
Ma la Natura merita rispetto, quindi le bottiglie, le pergamene e i colori saranno biodegradabili. Se il messaggio non verrà raccolto, diventerà parte del mare.

Riceverai una pergamena divisibile in due parti: una rimarrà a te come ricordo e l’altra sarà il messaggio inserito nella bottiglia. Scrivi i tuoi pensieri, separa le due parti, chiudi il messaggio e inviacelo. Noi lo inseriremo nella bottiglia.
Se invece preferisci mandarci direttamente il messaggio via email, lo scriveremo noi per tuo conto.
Tutte le pergamene sono numerate e uniche, un giorno le 2 parti del messaggio potrebbero ricongiungersi nelle mani della persona che ha inviato il messaggio e dello sconosciuto che lo ha trovato.

Se vorrai, i tuoi messaggi, i ritrovamenti verranno pubblicati sul nostro sito web e le storie  più interessanti saranno inserite in un libro.

Il messaggio in bottiglia costa 50 euro, parte dei proventi verranno utilizzati per opere a favore della salvaguardia del mare.
I messaggi sono limitati e saranno in vendita dal 18 Aprile su http://bolognainoceano.blogspot.com/, ma puoi prenotarlo scrivendomi a sergio@bolognainoceano.it


Per informazioni scrivimi a sergio@bolognainoceano.it

Ti meriti un vero messaggio in bottiglia

giovedì 14 aprile 2011

La prima notte

Amo navigare con persone alle prime esperienze, rivivo lo stupore e le emozioni delle mie prime navigazioni. Una notte di navigazione lascia un segno indelebile anche gli animi più cinici.
Al tramonto, il sole diventa un divo assoluto rovesciando i suoi colori nel cielo e nel mare.
Poi arriva il buio che insieme al freddo ti riportano velocemente alla realtà: non siamo nel nostro elemento naturale, la terra. A questo punto le persone alle prime esperienze di navigazione hanno bisogno di  “sicurezze”, cercano riferimenti nella costa lontana che ci stiamo lasciando alle spalle. Devono individuare le città, i fari, le strade. “Quel grattacielo è Cesenatico? Il monte alto è San Marino?”
La ricerca è spasmodica, come se fosse importante ai fini della navigazione, poco importa se stiamo incrociando altre navi, l’attenzione è concentrata nell’individuare vecchi, lontani e inutili riferimenti.
Ma ogni prima notte esiste un momento unico e speciale. Un momento che attendo con calma, dopo il tramonto, a volte per molte ore. Misteriosamente e improvvisamente questa ricerca si arresta, nessuno guarda più indietro a quelle luci che conosce a memoria, il silenzio e la notte prevalgono. Capisco che la mia attesa sta per finire.
Quasi sempre una donna, con voce sorpresa, dice: “…quante stelle….” e finalmente gli occhi e il cuore svuotati delle vecchie luci lasciate alle spalle, riescono a vedere la coperta di stelle che tocca il mare all’orizzonte. una coperta che ti soffoca con la sua bellezza e che ti rischiara il cuore con la sua luce.
Questo è per te, dimentica le luci che lasci alle spalle e insegui le stelle.
(la foto è uno dei più bei tramonti che abbia mai visto. Ero in solitario alla Giraglia)

martedì 12 aprile 2011

Alcuni modi per riconoscere un vero velista

  •  A terra usa solo infradito, anche d’inverno. In barca porta stivali in goretex da 400 euro anche d’estate.
  • Ha capelli corti e barba lunga oppure capelli lunghi con riflessi biondi (il sole si sa, schiarisce…) e con barba di giornata.
  • Vi chiede di dargli un pò di sapone per fare la doccia oppure lo ruba nei distributori di fianco ai lavandini.
  • Non usa l’accappatoio, ma piccoli asciugamani. Eccezione sono gli italiani che potrete riconoscere in tutti i porti del mondo, perché anche dopo un naufragio riescono ad uscire dalle docce pubbliche con un accappatoio perfettamente stirato e il bagnoschiuma nella tasca di destra e il shampoo-balsamo-due-in-uno nella tasca di sinistra.
  • Portano orologi di plastica enormi, generalmente Suunto o Casio. Il velista vi decanterà le loro incredibili funzioni. Il problema è che questi orologi suonano nei momenti più improbabili perché il proprietario non sa più come disattivare la sveglia che aveva messo per prova il primo giorno...
  • Ha cerate (giubbotti) con tecnologie da sbarco sulla luna, ma completamente usurate.  Quando voi, dentro la vostra cerata nuova e stirata che la moglie vi ha regalato 8 anni fa, gli dite: ”bella la tua cerata, chissa da quanti anni l’hai?”, lui vi risponde: “l’ho comprata sei mesi fa…” per farvi capire che lui naviga e voi siete un pivello.
  • Indossa magliette scolorite rigorosamente non di marca, non porta MAI le polo e le magliette vinte alle regate, ma le regala alla propria bella (ogni donna desidera una maglietta di 3 taglie più grande)
  • Scrive i numeri di telefono su pezzi di carta perché ha un cellulare da 30 euro con schermo in bianco e nero, “tanto-me-ne-cadono-2-al-mese-in-acqua”. Però ha un notebook da 3000 euro ed è alla perenne ricerca di una connessione internet.
  • Ma il modo migliore per riconoscere un vero velista è che ha il talento innato di riportare in pochi secondi un qualunque dialogo a un solo argomento: la vela.

venerdì 8 aprile 2011

Bologna in Oceano ha un cuore

Un cuore che brilla nel cielo delle Torri e che mi accompagnerà durante le navigazioni.
In mezzo ai tanti “ma-chi-te-lo-fa-fare” che ho sentito in questi anni è bello incontrare persone che ti supportano con gesti tangibili, con le loro capacità e che lottano contro la mia autolesionistica cocciutaggine. Uno di questi è Paolo Catalani di Habla Communication (habla.it). Ho incontrato Paolo alcune settimane fa attraverso amicizie comuni, da subito mi ha dato la sua disponibilità per aiutarmi.
Il primo risultato di questa collaborazione è la revisione del logo di Bologna in Oceano, che oggi rispecchia interamente lo spirito e la filosofia di questo progetto.
Grazie Paolo per averci dato un cuore.



sabato 2 aprile 2011

Dio è un velista (Dieu est un marin)

In una delle mie ultime elucubrazioni mentali ragionavo sulla vera utilità del mare.
La terra è coperta per il 70% da mari, dovrà servire a qualcosa.
Andando per esclusione: il mare è salato quindi non possiamo berlo, non abbiamo branchie e pinne quindi non possiamo viverci, resta solo “galleggiarci”. Ma creare Oceani solo per galleggiare, mi sembra esagerato anche per Dio.
Sicuramente gli Oceani sono fatti per essere navigati, ma con cosa? Il motore a scoppio è un tumore scoperto troppo recentemente per essere la risposta e onestamente spero che si trovi il prima possibile la cura per debellarlo definitivamente.
Andando per esclusione resta solo la vela.
Cosa desidera veramente un velista? Desidera vento e onde. Vento intenso e costante, onde alte e rotonde da surfare.
L’Oceano è molto spesso questo: sequenze infinite di onde e vento.

Dio è sicuramente un velista.



Durant l'une de mes dernieres ruminations mentales, je pensais à l'utilité réelle de la mer.
Le terrain est couvert à 70% par la mer, ils doivent servir à quelque chose.
Raisonnement par exclusion: la mer est salée et nous ne pouvons pas la boire, nous n'avons ni de branchies ni de nageoires de sorte que nous ne pouvons pas y vivre,nous pouvons tout simplement "flotter". Mais avoir crééles océans uniquement pour y flotter, cela semble exagéré, même pour Dieu...
Certes, les océans sont faits pour être navigués, mais avec quoi? Le moteur à combustion est un cancer découvert trop récemment pour être la réponse ethonnêtement j'espère que quelqu'un trouve le remède le plus tôt possible de l'en éradiquer complètement.
Donc le resultat du raisonnement par exclusion est la voile seule.
Qu'est-ce que veut vraiment un marin? il veut du vent et des vagues. Vent intense et constant, les vagues arrondies à surfer.
L'océan est souvent présent : un flot ininterrompu de vagues, et du vent.


Dieu est certainement un marin.