giovedì 14 aprile 2011

La prima notte

Amo navigare con persone alle prime esperienze, rivivo lo stupore e le emozioni delle mie prime navigazioni. Una notte di navigazione lascia un segno indelebile anche gli animi più cinici.
Al tramonto, il sole diventa un divo assoluto rovesciando i suoi colori nel cielo e nel mare.
Poi arriva il buio che insieme al freddo ti riportano velocemente alla realtà: non siamo nel nostro elemento naturale, la terra. A questo punto le persone alle prime esperienze di navigazione hanno bisogno di  “sicurezze”, cercano riferimenti nella costa lontana che ci stiamo lasciando alle spalle. Devono individuare le città, i fari, le strade. “Quel grattacielo è Cesenatico? Il monte alto è San Marino?”
La ricerca è spasmodica, come se fosse importante ai fini della navigazione, poco importa se stiamo incrociando altre navi, l’attenzione è concentrata nell’individuare vecchi, lontani e inutili riferimenti.
Ma ogni prima notte esiste un momento unico e speciale. Un momento che attendo con calma, dopo il tramonto, a volte per molte ore. Misteriosamente e improvvisamente questa ricerca si arresta, nessuno guarda più indietro a quelle luci che conosce a memoria, il silenzio e la notte prevalgono. Capisco che la mia attesa sta per finire.
Quasi sempre una donna, con voce sorpresa, dice: “…quante stelle….” e finalmente gli occhi e il cuore svuotati delle vecchie luci lasciate alle spalle, riescono a vedere la coperta di stelle che tocca il mare all’orizzonte. una coperta che ti soffoca con la sua bellezza e che ti rischiara il cuore con la sua luce.
Questo è per te, dimentica le luci che lasci alle spalle e insegui le stelle.
(la foto è uno dei più bei tramonti che abbia mai visto. Ero in solitario alla Giraglia)

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