lunedì 31 ottobre 2011

Sempre più a Sud


Mentre i primi proto sono meritatamente a Bahia continuo la nostra un po' triste ma tenace cronaca della Transat 6.50 di Bologna in Oceano.
Oggi siamo più a Sud di quanto fossimo mai stati (scusate il plurale) a circa 12° di Latitudine Nord, ci mancano le informazioni che il tracking da per ogni concorrente probabilmente perchè ufficialmente non siamo più in gara (è un capitolo doloroso, già citato da Sergio, che magari aprirò più avanti);
ho scritto al direttore di corsa e alla persona che funge da collegamento tra skipper e organizzazione pregandoli di rimetterle, spero lo facciano ma per il momento non hanno risposto, attendiamo un po' prima di annotare un aspetto negativo, ad oggi sono stati tutti molto disponibili e gentili e a mio vedere impeccabili.
Sicuramente gli arrivi catalizzano la loro attenzione e le loro energie.
Da quello che vedo comunque la barca sembra procedere bene con una rotta segnata da poche accostate segno che si trova in condizioni di vento costanti.
Per avere un parametro di distanza consideriamo che Bologna in Oceano è a circa 520 miglia dall'ultimo concorrente, utilizzerò questo parametro in mancanza di altri per dare un po' di agonismo alla prossima parte della traversata.

sabato 29 ottobre 2011

Si riparte

Mentre scrivo Bologna in Oceano ha ripreso il largo con destinazione Salvador de Bahia,
Sergio mi ha telefonato e molto tranquillamente mi ha detto: ok vado.
La barca è a posto e ci sono 20 - 22 nodi in poppa.

E' difficile, a mezzo mondo di distanza, capire bene quali siano le reali condizioni di chi vive un'esperienza come questa, a Madeira quando ho visto la pila combustibile salutare la compagnia e smettere di funzionare ho faticato non poco a non far trasparire la disperazione e a darmi da fare ma ho avuto bisogno di 10 minuti in fondo ad un pontile per calmarmi, cito questa mia personale esperienza perchè posso solo in parte immaginare cosa possa essere passato per la testa di Sergio durante questa Transat. 
Mi piace, in questo momento, sottolineare la tenacità nel perseguire lo scopo qualunque sia l'esito finale.
Ho ricevuto mail di amici e anche di fornitori che mi chiedevano notizie:
siamo di nuovo in mare e non c'è niente di meglio.
Grazie

Ps aggiungo al nome di Brendan Archin quelli di Francois Amaury, Bert Bossyn e Bruno Simmonet che hanno generosamente aiutato Bologna in Oceano smontando pezzi delle loro barche per aiutarci a riprendere la navigazione,
dire grazie è veramente troppo poco. 

giovedì 27 ottobre 2011

MESSAGGIO DI SERGIO FRATTARUOLO

Allo stato attuale ho programmato la partenza entro domani sera. sono dichiarato fuori corsa per la lunghezza dello scalo, ma potrete seguire la mia posizione. la barca partira nelle migliori condizioni, io sto bene e sopratutto la meteo dovrebbe essere clemente. 
Non sono un atleta, non sono un regatante, non so fare calcoli per le posizioni di classifica. sono un navigatore, un viaggiatore. Con responsabilita, rispetto e umiltà provo ad avanzare ancora qualche miglio in questo viaggio

Ringrazio la direzione corsa che continuera a fornire la mia posizione e diffondera info meteo anche per la mia zona

Grazie Brendan

Dopo le notizie della notte scorsa e di stamane non è ancora chiaro se riusciremo a riprendere il mare, si sta lavorando sugli attacchi del timone saldando e rinforzando quanto necessario.


In queste righe voglio ringraziare Brendan Archin, un minista francese che, purtroppo, si è ritirato ed è attualmente a Mindelo (Capo Verde).
Non lo conosco di persona ma Sergio, a La Rochelle, mi aveva parlato di lui in termini molto positivi: è un Ufficiale di Marina Mercantile in servizio e la sua vita in mare è divisa tra le navi e i mini.
Qualche giorno or sono, quando ho visto Bologna in Oceano invertire la rotta ho ipotizzato una rottura ed essendo praticamente impossibile spedire in tempi rapidi pezzi di ricambio dall'Europa a Capo Verde (almeno per noi piccoli team) ho cercato di attivarmi.
Ho contattato, senza fortuna, qualche amico "navigatore e regatante di lungo corso" per sentire se aveva dei contatti o degli appoggi nell'arcipelago e poi ho cominciato a vedere chi fosse fermo nel porto probabile destinazione di Sergio.
Sul sito della regata ho visto tra gli altri: Brendan Archin - abandon - D2, è una barca come la nostra....
provo a contattarlo per chiededergli se era disposto a "cedere dei pezzi di ricambio" ....... sperando che legga la mail......
nel giro di qualche ora arriva la risposta:
"Ho visto il tracking, Sergio dovrebbe arrivare stanotte, nessun problema lo aiuterò come posso".
Così è stato, ci siamo scritti ancora un paio di volte e in queste ore dovrebbe essere in aereo di ritorno a casa.
Ho sempre detto che l'ambiente dei mini è molto bello, questa conferma la testimonio in prima persona.
Grazie Brendan

mercoledì 26 ottobre 2011

Di nuovo in porto


E' da ieri sera che il blog presenta un errore quando provo a postare, finalmente, almeno questa si è risolta.

Le righe che seguono sono quelle scritte ieri sera.


Il messaggio che aspettavo con ansia finalmente è arrivato: Sergio è arrivato in porto, sta bene ma è la barca ad aver subito un danno al timone di dritta.


Domani potrò essere più preciso, nel frattempo ho una richiesta per i ns. lettori: nell'ultimo mese, dal giorno della partenza della Transat abbiamo avuto circa 4000 visualizzazioni delle nostre pagine, un numero per noi molto importante, vi chiedo di azzerare la distanza tra l'Italia e Capo Verde testimoniando al ns. Skipper l'affetto che circonda l'avventura di Bologna in Oceano utilizzando il blog o qualunque altro mezzo, sarà una bella iniezione di fiducia in questo momento difficile.


Grazie.

Ecco gli ultimi aggiornamenti

Oggi ho comunicato con Sergio, sta cercando di riparare il danno e osservando attentamente la situazione meteo che risulta anomala, come testimoniato dai 12 ritiri (2 per affondamento), incrociamo le dita sperando che presto si possano lasciare alle spalle le isole di Capo Verde.

lunedì 24 ottobre 2011

A Mindelo?

Bologna in Oceano è tornata nell'arcipelago di Capo Verde e presumibilmente si sta dirigendo verso il porto di Mindelo nell'isola di Sao Vicente dalla quale dista circa 100 miglia.
Non ci è dato di sapere quale sia il problema ma due sono i dati di fatto: l'imbarcazione è sotto governo e la velocità non è molto bassa; la mia opinione quindi è che non ci sono grossi problemi di salute per Sergio.
Ho chiesto informazioni fresche all'organizzazione ma, per il momento, non ho ottenuto risposta; il problema è che la barca è veramente lontana dalla flotta e dalle imbarcazioni che fungono da appoggio.


Brutta avventura per Mathieu Claveau che a seguito di una collisione ha visto aprirsi una via d'acqua sul proprio mini, constatato che non poteva ovviare al problema ha allertato i soccorsi tramite la balise e l'epirb, sono giunti in suo soccorso un cargo (che distava 45 miglia) e una barca appoggio dell'organizzazione che ha recuperato lo skipper dalla sua zattera di salvataggio.
Nessun problema per il navigatore che rimarrà a bordo fino a Salvador de Bahia.

domenica 23 ottobre 2011

Problemi

Ho opinione che sia successo ancora qualcosa, il tracking posiziona Bologna in Oceano con la prua verso Capo Verde: Sergio sta tornando indietro mantenendo una buona velocitá e questo è un buon segno. Attendiamo di saperne di più

sabato 22 ottobre 2011

Via da Capo Verde

In queste ore Bologna in Oceano sta lasciandosi alle spalle l'arcipelago di Capo Verde apprestandosi ad affrontare un'altra fase cruciale della regata: l'attraversamento della Zona di Convergenza Intertropicale. Questa parte di oceano è caratterizzata da mutevoli condizioni meteo, spesso beffarde, per il navigante che vede a poca distanza altre barche procedere regolarmente mentre la propria è immobilizzata nella calma piatta; talvolta ci sono repentini cambiamenti con groppi che possono diventare pericolosi per l'attrezzatura dei mini. Questa zona (che viene chiamata Doldrums dagli inglesi e Pot au Noir dai francesi) ha estensione variabile e la sua posizione è l'elemento al quale, in questo momento, tutta la flotta presta più attenzione quando ascolta i bollettini in onde corte. Purtroppo la Transat continua ad essere caratterizzata da avarie e da ritiri, anche la nostra la ns. Susanne Beyer (prima classificata tra gli italiani nella prima tappa) ha avuto problemi al pilota ed ha perso qualche posizione, sembra che sia riuscita a rimediare e continua la navigazione, Simone Gesi al momento è il primo degli italiani in 21ma posizione, nei proto Maurizio Gallo continua la sua cavalcata verso il Brasile. Un collettivo bravo a tutti.

mercoledì 19 ottobre 2011

Per i ragazzi delle scuole che ci seguono durante le lezioni

Ci è stato richiesto di inserire alcuni video di Bologna in Oceano per renderli fruibili dai supporti informatici dell'Istituto Comprensivo IC9 di Bologna




















La regata continua...

E' abbastanza difficile fare analisi e previsioni, Bologna in Oceano sta cercando di seguire e recuperare miglia sulla flotta.
Sono gli accadimenti alle altre barche che purtroppo tengono banco:
Sèbastien Rogues, vincitore della prima tappa tra i proto, si è dovuto ritirare per problemi fisici dovuti ad un trauma a seguito di una caduta in barca, Marie Duvignac ha rotto un timone, Reinhart Thibault ha problemi alla pila a combustibile (e sappiamo di cosa stiamo parlando!) ed è stato costretto ad una sosta tecnica, la nostra Susanne Beyer sta navigando da più di 24 ore senza pilota.


Concludo riportando il comunicato giornaliero della Classe Mini Italiana che parla dei ns. skipper ancora in regata:


"....I nostri continuano a farsi valere.
Maurizio Gallo con il suo 513 YAK si sta avvicinando in queste ore all'arcipelago (Capo Verde) e mantiene la trentesima posizione.
Simone Gesi su Dagadà Spirito di Maremma è attualmente 23mo a circa 67 miglia dal primo e la Susy nonostante i problemi di cui abbiamo parlato è 32ma.
Sergio Frattaruolo dopo lo stop forzato alle Canarie sta pian piano riavvicinandosi al gruppo attualmente è 42° a circa 150 miglia dal leader della corsa."


Persone Speciali

Così le definisce il ns. inviato speciale a Tenerife.
E' la famiglia che ha aiutato Sergio Frattaruolo e Giacomo Sabbatini durante la sosta forzata alle Canarie; voglio pubblicare le righe che Daniela (il ns. trasportatore di fuel cell) mi ha spedito ieri.
Di nuovo grazie da tutti noi.


"Marco,
le persone che vedi in foto sono più che speciali...
Senza conoscerci ci hanno accolti come persone di famiglia. Hanno azzerato la diffidenza, raro ai nostri tempi..fortunatamente  esistono persone così , nascoste nella semplicità del quotidiano. 
Sono i genitori di un minista che attualmente è in gara . 
Ci hanno accolti nella loro casa, ci hanno dato un letto, preparato pranzi da re, scarrozzati per l'isola di Tenerife cercando di lottare contro il tempo..quello utile per riparare i danni della barca e ripartire nel più breve tempo possibile..
Da le roy merlin  all' aereoporto. Dalle barche al check in on line. Nulla potrebbe descrivere la gratitudine e l'affetto che nutriamo per loro..perchè hanno aperto le porte del loro cuore a persone che mai avevano visto prima. 
Oltre all'assistenza che ci hanno dato , hanno ascoltato e confortato Sergio e Giacomo nel momento di crisi.Due giorni completamente dedicati a noi..mentre loro figlio era in mare in panne..anche lui.
Non dimenticheremo queste persone con la speranza di vederle presto in Italia. Mi auguro che anche il loro figlio possa trovare persone così squisite nel momento del bisogno.

Queste sono le stesse persone  che mi avevi dato come contatto " la mia ancora di salvataggio" nel caso fossi arrivata sull'isola e non avessi trovato Sergio e la sua barca.
Grazie Pepa e  Ricardo Madden Peake
grazie! "




martedì 18 ottobre 2011

La discesa verso Capo Verde

Si naviga.....
è questa è di per se una bella notizia.
Sergio, sta cercando di sfruttare al meglio Eolo per cercare di avvicinarsi alla flotta dalla cui retrovie è distanziato di circa 140 miglia; questo potrebbe essere il target per i prossimi giorni.
Nel frattempo Giacomo Sabatini ha gettato la spugna, i danni al timone e allo specchio di poppa si sono rivelati più gravi di quanto fosse sembrato in un primo momento. Un duro colpo anche per tutti noi che siamo affezionati al giovane skipper di Porto San Giorgio.

domenica 16 ottobre 2011

Mentre scrivo Bologna in Oceano dovrebbe aver ripreso il largo. Ho sentito Sergio oggi nel primo pomeriggio: aveva montato e avviato la nuova pila senza problemi e aveva l'intenzione di mollare gli ormeggi intorno alle 16 ( le nostre 17). Speriamo che i problemi siano finiti. Attendo il tracking per la conferma ufficiale.

sabato 15 ottobre 2011

Aggiornamenti da Tenerife

Ho avuto conferma che la pila combustibile è arrivata a Tenerife, Sergio mi ha chiamato una volta sceso a terra e abbiamo parlato un po' della discesa verso le Canarie pensando con rammarico alla sosta forzata confermandomi che l'apparato di fortuna attualmente installato non riesce ad erogare abbastanza corrente per alimentare a dovere gli apparati, spero che il montaggio sia veloce e che presto mi arrivi la notizia che è ripartito. Giacomo Sabbatini sta riparando il timone e anche per lui l'augurio di una veloce ripartenza. Amare notizie per Andrea Carracci che ha perso un pezzo dell'albero a causa del cedimento di una crocetta ed è stato rimorchiato in porto e per Tiziano Rossetti che ha disalberato nel pomeriggio, anche la sua barca dovrebbe essere rimorchiata a Palma, per fortuna i due skipper stanno bene. Veramente un brutto inizio di seconda tappa per noi italiani.

Tenerife

Bologna in Oceano è ormai prossima ad attraccare a Tenerife, la fuel cell é stata ritirata stamane all'aeroporto di Lione ed è in procinto di imbarcarsi verso Madrid per poi giungere in serata alla Canarie. Al momento l'operazione sta filando liscia, spero vivamente che, finalmente, "il vento ci dia buono" ovvero che non ci siano ulteriori intoppi. Un pensiero anche a Giacomo Sabbatini, il giovanissimo navigatore marchigiano, che a causa di un'avaria, non meglio specificata, al timone sta puntando anche lui verso terra, spero che il danno sia facilmente risolvibile e possa riprendere presto il largo.

venerdì 14 ottobre 2011

Un post di recupero

La settimana trascorsa a Madeira ci ha fatto venire meno a qualche impegno preso. È stata forzatamente sospesa la pubblicazione dei messaggi che ci arrivano dalle scuole, la casella di posta sta letteralmente scoppiando presto la pubblicazione riprenderà a pieno ritmo nella sezione che è stata dedicata a questa iniziativa (la trovate in home page nella barra dei menù). Bologna in Oceano sta navigando con le bottiglie contenenti i messaggi, sarà Sergio a raccontarci quando e dove li ha affidati alle onde. È doveroso adesso parlare un po' dell'isola che ci ha ospitato: Madeira è splendida, avvolta da un mare di un blu indimenticabile, la vegetazione è lussureggiante e nonostante la forte impronta turistica l'atmosfera che regna è di estrema tranquillità. Avremo modo di ritornare sull'argomento più avanti ma voglio ringraziare la perfetta ospitalità che ci è stata offerta dall'Ufficio Turistico del Portogallo http://www.visitportugal.come dalla compagnia aerea TAP   http://www.flytap.com 

giovedì 13 ottobre 2011

Comunque in rotta per il Brasile

La barca è pronta, mancano circa tre ore alla partenza, sto facendo qualcosa sottocoperta quando sono incuriosito da un messaggio sul display della fuel cell " errore 84 - contattare l'assistenza" chiamo Sergio consultiamo il manuale e riavviamo l'apparato: l'errore si ripresenta. Contattiamo l'assistenza in Germania che ci spiega che il danno non è riparabile, in poche parole la barca non ha più la sua fonte principale di energia.
Sergio pensa alla strategia da adottare: farne arrivare dall'Europa una nuova, fare scalo alle Canarie montarla e ripartire.
Nel frattempo bisogna arrivarci alle Canarie.
In qualche modo, grazie alla disponibilità di alcune persone riusciamo a trovare un'altra cella a combustibile, purtroppo una piccola con la quale non è possibile ipotizzare di arrivare in Brasile.
Mentre Sergio avvisa la direzione di corsa del problema, monto il nuovo apparato e il tecnico ne verifica il funzionamento.
Qualche giorno or sono scrivevo che è terribile essere sconfitti da un apparato elettronico, la ns. pila è nuova, è stata acquistata durante l'estate a La Rochelle ed è prodotta da un leader di mercato.
Spesso i guai sono in buona compagnia ed il nostro è accompagnato dalla notizia che la consegna non potrá avvenire prima di martedì prossimo, sarebbe veramente grave in quanto le regole di regata prevedono che le soste per motivi tecnici non possano superare le 72 ore in totale, l'alternativa è che tra venerdì e sabato qualcuno prenda il materiale in Francia e lo porti alle Canarie. Un giro di telefonate ci fa trovare un volontario che partendo da Bologna il 15, voli a Lione, prenda il materiale, si sorbisca altri 2 scali aerei e alla fine arrivi a Tenerife. Nel frattempo la barca viene rimorchiata fuori dal porto ed è di nuovo in regata con un paio d'ore di ritardo. Prua, quindi, su Santa Cruz.
COMUNQUE SIAMO IN ROTTA PER IL BRASILE.

martedì 11 ottobre 2011

Grazie ragazzi

Negli ultimi mesi sto vivendo emozioni incredibili, giorno dopo giorno assisto alla bellezza della natura e delle persone. Ma questa volta sono rimasto senza parole. Sono senza parole di fronte ai messaggi ricevuti dai ragazzi delle scuole IC9 di Bologna. Messaggi pieni di affetto  e di stima nei miei confronti, di amore per il mare, per la vita, come non avevo ma letto prima. Poesie.
Molti dei vostri messaggi hanno viaggiato con me durante la prima tappa. Li leggevo spesso nei momenti “difficili” quando c’era tempesta e nei giorni in cui sono stato poco bene. Mi hanno tenuti compagnia, mi hanno dato coraggio e qualche volta mi hanno fatto sorridere.

A tutti voi posso dire solo: GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE
ci incontreremo presto.
“Diventa ciò che sei”

venerdì 7 ottobre 2011

GO WEST! (prima parte)


Facciamo un breve punto della situazione. Chi mi ha seguito dal satellite mi dice che sono a Madeira: quella  lontanissima nell’Atlantico. Onestamente non ho la proporzione delle distanze, per 8 degli 11 giorni ho visto solo mare, ho incrociato 3 navi e non ho parlato con nessuno (radio di bordo spaccata durante le tempesta). Potrei essere a poche miglia dall’Europa farebbe poca differenza.
25 settembre. Partenza come al solito affannata (in un post dedicato parlerò dell’amore e dell’essenziale aiuto delle persone che mi hanno supportato negli gli ultimi giorni). Prendo un caffe, mangio mezzo panino e mi trainano fuori in mezzo a 2 file di persone che urlano il mio nome e mi applaudono. Non comprendevo perché fossero cosi emozionate, la mia percezione era falsata, per era come se uscissi per per un giro in barca di uno o 2 giorni. nel cielo non c’era scritto “stai andando in Brasile”.
Prima issata e la bussola del pilota automatico non funziona, evito i dettagli, ma sembra posseduta, niente di riconducibile a un problema tecnico,  iniziano le prime preoccupazioni. Mi consolo pensando che conosco la mia barca e una soluzione la troverò strada facendo. Mai e poi mai sarei ritornato indietro per fare riparazioni, troppo umiliante.
Partenza tranquilla per evitare danni e il minuto di silenzio e di non attività in memoria di Jean-Marc Allaire lo skipper scomparso in mare durante un allenamento pochi giorni prima della sua partenza per la Transat.
In contrasto con il routage, la previsione fatta da esperti del centro di addestramento della strada migliore da seguire in funzione della meteo, decido di andare a sud. Trovo pochissimo vento e per le prime 48 ore dormo 3 ore per guadagnare il piu possibile sugli avversari. Dal secondo giorno comincio a stare male, vomito, male alla testa e inedia per 5 giorni, dopo mezzora di attività non avevo piu le forse per stare in piedi. Il medico a Madeira a diagnosticato, mal di mare e una fase di destress degli ultimi 2 mesi. Ho chiesto troppo al mio corpo e alla mia testa
Arrivato a Finisterre, la punta all’estremo ovest dell’Europa devo decidere se proseguire con la scelta del routage o fare di testa mia.
Intanto la barche viene impestata da centinaia di “cosi” simili a scarafaggi alat  lunghi 2 centimetri i che se schiacciati puzzano, uno scenario da film. si aggrappano dappertutto dentro e fuori la barca e si nascondono in ogni posto. Troverò alcuni di loro a distanza di una settimana, le loro zampe staccate  continuano a uscire da ogni anfratto. Un toccasana per la mia nausea
Ovest o est? I proto, le barche più veloci sono a ovest, il routage dice ovest, ma le barche vicino a me rientrano in costa. La mia radio onde corte non funziona più, quindi non ho aggiornamenti meteo e non li avrò per il resto della regata. decido per ovest, so che troverò mare più duro, ma il “premio” successivo sarà un bel vento da nord che negli ultimi 2 giorni mi farà superare la flotta. Perdente i primi tre, quattro giorni  ma vincitore alla fine.
Il finale lo conoscete, ma vi svelo in nome dell’omicida: “seconda depressione con fronte attivo”
Tra una pastiglia e l’altra, tra un attacco di nausea a l’altro passo il primo fronte, botte per 20 ore, pioggia, vento forte di bolina. Finalmente il vento da nord! Ora per 6 giorni planerò verso Madeira con vento in poppa.
 Dio benedica i routier, i metereologi, i megacomputer che fanno previsioni meteo esatte e gli skipper senza radio onde corte che prendono le decisioni giuste!! Sto vomitando da giorni ma finalmente avrò il mio premio, 6 giorni di planate!
6 ore dopo il vento routa, 8 ore dopo tolgo spi mentre invento nuove parolacce in lingua franco italiana. sono di nuovo di bolina, la pressione precipita e il barometro va in allarme. segnala cattive notizie, cattivissime notizie…
Poche ore dopo al posto dello spi c’è la tormentina arancione (la vela da tempesta), 3 mani alla randa e risalgo un vento di 35 nodi e  onde di 4 metri.
Partito il programma lavatrice con doppia centrifuga che durerà per le prossime 48 ore.
CONTINUA…Facciamo un breve punto della situazione. Chi mi ha seguito dal satellite mi dice che sono a Madeira: quella  lontanissima nell’Atlantico. Onestamente non ho la proporzione delle distanze, per 8 degli 11 giorni ho visto solo mare, ho incrociato 3 navi e non ho parlato con nessuno (radio di bordo spaccata durante le tempesta). Potrei essere a poche miglia dall’Europa farebbe poca differenza.
25 settembre. Partenza come al solito affannata (in un post dedicato parlerò dell’amore e dell’essenziale aiuto delle persone che mi hanno supportato negli gli ultimi giorni). Prendo un caffe, mangio mezzo panino e mi trainano fuori in mezzo a 2 file di persone che urlano il mio nome e mi applaudono. Non comprendevo perché fossero cosi emozionate, la mia percezione era falsata, per era come se uscissi per per un giro in barca di uno o 2 giorni. nel cielo non c’era scritto “stai andando in Brasile”.
Prima issata e la bussola del pilota automatico non funziona, evito i dettagli, ma sembra posseduta, niente di riconducibile a un problema tecnico,  iniziano le prime preoccupazioni. Mi consolo pensando che conosco la mia barca e una soluzione la troverò strada facendo. Mai e poi mai sarei ritornato indietro per fare riparazioni, troppo umiliante.
Partenza tranquilla per evitare danni e il minuto di silenzio e di non attività in memoria di Jean-Marc Allaire lo skipper scomparso in mare durante un allenamento pochi giorni prima della sua partenza per la Transat.
In contrasto con il routage, la previsione fatta da esperti del centro di addestramento della strada migliore da seguire in funzione della meteo, decido di andare a sud. Trovo pochissimo vento e per le prime 48 ore dormo 3 ore per guadagnare il piu possibile sugli avversari. Dal secondo giorno comincio a stare male, vomito, male alla testa e inedia per 5 giorni, dopo mezzora di attività non avevo piu le forse per stare in piedi. Il medico a Madeira a diagnosticato, mal di mare e una fase di destress degli ultimi 2 mesi. Ho chiesto troppo al mio corpo e alla mia testa
Arrivato a Finisterre, la punta all’estremo ovest dell’Europa devo decidere se proseguire con la scelta del routage o fare di testa mia.
Intanto la barche viene impestata da centinaia di “cosi” simili a scarafaggi alat  lunghi 2 centimetri i che se schiacciati puzzano, uno scenario da film. si aggrappano dappertutto dentro e fuori la barca e si nascondono in ogni posto. Troverò alcuni di loro a distanza di una settimana, le loro zampe staccate  continuano a uscire da ogni anfratto. Un toccasana per la mia nausea
Ovest o est? I proto, le barche più veloci sono a ovest, il routage dice ovest, ma le barche vicino a me rientrano in costa. La mia radio onde corte non funziona più, quindi non ho aggiornamenti meteo e non li avrò per il resto della regata. decido per ovest, so che troverò mare più duro, ma il “premio” successivo sarà un bel vento da nord che negli ultimi 2 giorni mi farà superare la flotta. Perdente i primi tre, quattro giorni  ma vincitore alla fine.
Il finale lo conoscete, ma vi svelo in nome dell’omicida: “seconda depressione con fronte attivo”
Tra una pastiglia e l’altra, tra un attacco di nausea a l’altro passo il primo fronte, botte per 20 ore, pioggia, vento forte di bolina. Finalmente il vento da nord! Ora per 6 giorni planerò verso Madeira con vento in poppa.
 Dio benedica i routier, i metereologi, i megacomputer che fanno previsioni meteo esatte e gli skipper senza radio onde corte che prendono le decisioni giuste!! Sto vomitando da giorni ma finalmente avrò il mio premio, 6 giorni di planate!
6 ore dopo il vento routa, 8 ore dopo tolgo spi mentre invento nuove parolacce in lingua franco italiana. sono di nuovo di bolina, la pressione precipita e il barometro va in allarme. segnala cattive notizie, cattivissime notizie…
Poche ore dopo al posto dello spi c’è la tormentina arancione (la vela da tempesta), 3 mani alla randa e risalgo un vento di 35 nodi e  onde di 4 metri.
Partito il programma lavatrice con doppia centrifuga che durerà per le prossime 48 ore.
CONTINUA…

giovedì 6 ottobre 2011

arrivo a Funchal

Il tracking delle ore 15:00 italiane certifica che Bologna in Oceano ha tagliato il traguardo di Funchal, è stata una tappa difficile nella quale (riprendendo e condividendo le analisi apparse sul web) l'opzione ovest non ha "pagato" ma forse ha penalizzato oltremodo. Personalmente mi complimento con Sergio che ha navigato per 1200 miglia, in solitario, in pieno Atlantico.
Sono in attesa di conoscere le impressioni dal diretto interessato, appena rientrerà in possesso del cellulare consegnato all'organizzazione prima della partenza da La Rochelle.

mercoledì 5 ottobre 2011

Presto a Madeira

Nuovi partner per l'avventura di Bologna in Oceano.
L'Ufficio turistico del Portogallo  - http://www.visitportugal.com
e la compagnia aerea TAP  - http://www.flytap.com con la loro collaborazione potremo seguire Sergio a Funchal (Madeira) e documentare la bellezza dell'isola che ospita la prima tappa della Transat.





domenica 2 ottobre 2011

Aggiornamento delle posizioni alle ore 12 del 2 ottobre

Come si può notare dal tracking e dalle varie news pubblicate dall'organizzazione e dalla classe, l'opzione di portarsi a ovest attualmente non è gratificante ai fini della classifica. Sergio è sempre posizionato molto a ponente rispetto al grosso della flotta. Queste sono le previsioni per il settore in cui sta navigando per domani (fonte Meteo France): JOSEPHINE : Variable cyclonic 3 to 5 becoming at first South or Southeast 4 or 5 then backing at end Southeast 5 or 6 in southwest. Moderate. Rain and thundery showers, mainly in west. Dobbiamo sperare che l'evoluzione porti ad una decisa rotazione del vento verso i quadranti settentrionali in modo che la posizione attuale possa giocare a suo vantaggio. Attualmente scrivo da un dispositivo portatile e non ho possibilità di visualizzare griglie meteo più strette. Spero che l'aggiornamento delle 18 e un'analisi maggiormente approfondita possano portare novità positive.