martedì 25 settembre 2012

Un anno fa...


Esattamente un anno fa alle 17.17 partivo per la Transat 6.50, dalla Francia al Brasile in solitario con una barca di 6,5 metri. Un'esperienza unica, ricordi indelebili che mi hanno definitivamente cambiato. 
Non è vero che non si cambia. Vorrei ringraziare tutti le persone che mi hanno sostenuto, queste parole di Jesse Owens sono per voi: 

"Non importa cosa trovi alla fine di una corsa, l'importante è quello che provi mentre stai correndo. Il miracolo non è essere giunto al traguardo, ma aver avuto il coraggio di partire. 
Non è forte colui che non cade mai, ma lo è colui che dopo essere caduto si rialza e ricomincia."

martedì 18 settembre 2012

Cosa sta succedendo?


In breve, ho comprato una fantastica barca per regate oceaniche oceano che era stata lasciata oltre un anno in un cantiere di Lisbona, l'ho curata, l'ho dipinta con un tricolore lungo 6 metri e l'ho rimessa in acqua, con l'intenzione di correre nei prossimi anni le principali regate oceaniche fino al giro del mondo in solitario. 
In questi ultimi anni ho portato il nome della mia città e la bandiera italiana in molti paesi e sono rimasto sorpreso di ricevere costantemente sinceri attestati di stima e ammirazione verso l'Italia e gli italiani. 
Durante la Global Ocean Race ho deciso: le prossime navigazioni avrebbero sfacciatamente celebrato l'Italia.
L'occasione è venuta con Calaluna, uno splendido class 40 costruito in Romagna da uno dei migliori artigiani al mondo: Bert Mauri. Albero in carbonio italiano, attrezzatura italiana. 
Calaluna è stata varata nel 2009, in meno di un anno ha conquistato il quinto posto ai mondiali e il quarto posto alla Route du Rhum, la transoceanica dalla Francia ai Caraibi considerata la Champions League dei navigatori solitari. in seguito è stata lasciata oltre un anno in un campo vicino a Lisbona.
Era una opportunità irripetibile, dopo un sopralluogo a Lisbona e un colloquio con l'amico e socio di sempre, Marco Catania, ho preso coraggio a quattro mani, ho deciso di comprarla e impegnarmi totalmente in un nuovo progetto oceanico.
Veniamo a oggi, dopo una breve manutenzione l'abbiamo messa in acqua a Lisbona e siamo partiti per trasferirla in Italia, insieme ad amici e skipper. A parte qualche noia al motore tutto è proceduto bene. 
Calaluna è tremendamente veloce!
Ora è ormeggiata a Valencia, io sono rientrato in Italia per incontrare sostenitori e partner, ma a  ottobre anche Calaluna sarà in Italia.
Prossimamente maggiori dettagli.

Ancora una volta tutto quello che voglio è dall'altra parte della paura

mercoledì 11 luglio 2012

ITA 769 in vendita.

Malenkaia (ITA 769) il mini con cui ho condiviso quasi tre anni di vita, con cui ho attraversato l’Oceano e l’equatore, è in vendita.  Tra pochi giorni annuncerò un nuovo e importante progetto che non mi lascerà il tempo per regatare con la piccola. Continuare a vederla in un piazzale di Lorient ad attendermi  mi spezza il cuore...

Cerco un  nuovo armatore che voglia ingaggiarsi in un progetto Transat (non la cedo per farci i giri della domenica o le regate di circolo). La barca è una delle meglio preparate e  accessoriate, cime nuove attrezzatura di coperta nuova, elettronica al top, la migliore pila combustibile con i migliori pannelli, impianto elettrico di standard aereonautico.  Nella prima tappa, fino a quando non ho fatto una scelta tattica azzardata siamo stati entro i primi  5. Bruno Simonet, con un altro D2, ha lottato durante tutta la Transat per le prime posizioni. Purtroppo il cedimento dell’attacco del timone di dritta, non pensato per affrontare giorni e giorni a più di 30 nodi di bolina, non ci ha consentito di ottenere un buon piazzamento in classifica. Questo “mancanza” è stata rimediata con nuovi pezzi ben sovradimensionati. Ma questa è una storia che conoscete…
Il palmares della barca: Secondo posto alla Hexis Cup 2009. Quarto posto al Gran Premio d’Italia del 2010, , a pochi minuti dal podio. Secondo  alla Mini Med del 2011.
La barca è estremamente potente e leggera, imbattibile al traverso, regala emozioni da proto con la sicurezza e solidità di un serie. Di contro, per sfruttarla al massimo, bisogna portarla con sensibilità, l’effetto “sono alla guida di un autobus” peculiarità del Pogo 2 scordatevelo.
Inutile mentire, tutti sanno che le cose belle e di valore si pagano. Malenkaia è bella e oggettivamente di valore, ma sta arrivando una nuova barca e sono disponibile a fare sconto a uno skipper  che abbia un programma serio e che la faccia correre. Valuto anche il noleggio annuale.
Tra qualche giorno pubblicherò l’annuncio sul sito della classe mini, http://classemini.com/. In alternativa scrivetemi a sergio.fratta@gmail.com

mercoledì 6 giugno 2012

Ultimo giorno del giro del mondo.


Alla velocità attuale,  entro domani sera atterreremo a Les Sables
D’Olonne, destinazione finale di questa fantastica regata.
Fino all’ultimo dobbiamo sudare, questa notte ha ceduto il moschettone
della drizza dello spinnaker, risultato vela in acqua. In mezzo a 30 nodi
di vento e 2 metri di onda siamo stati un’ora a testa in giù per
recuperarlo, la buona notizia è che non si è rotto.
Oggi i primi segnali di una civiltà probabilmente troppo affollata, per
qualche ora abbiamo rilevato su gli schermi 18 navi, tra cargo e
petroliere,  che incrociavano a pochi miglia da noi. Sembrava l’autostrada
per il mare nel primo week end d’agosto.
Purtoppo i gabbiani pigri sono stati rimpiazzati da megapetroliere di 300
metri.


CI RISIAMO! Ho dovuto interrompere di scrivere questo post per recuperare
in acqua lo spinnaker piccolo che è esploso sotto una raffica, un’ altra
ora a testa in giù.
Lo spinnaker era importante per raggiungere le massime velocità e scappare
alla depressione che questa notte colpirà il golfo di Biscaglia, ci
beccheremo anche questo ultimo lavaggio con risciacquo e centrifuga.

Nessuna lamentela…ho voluto la bicicletta? Ora pedalo!
Devo essere onesto, non vedo l’ora di arrivare per usufruire dei
principali agi  che la civiltà offre: donne, bistecche, acqua calda e
internet a banda larga!
A parte gli scherzi i miei sentimenti sono molto contrastati, ho una
voglia incredibile di arrivare, ritrovare gli affetti, riposarmi qualche
giorno, ma sento già che il mare e il vento mi mancheranno. Di questo
parlerò meglio nei giorni prossimi, ci vuole qualche giorno per
metabolizzare le emozioni.
Ho bisogno anche di avere un po’ di privacy. Vivere con un altro uomo, in
pochi metri quadri, per mesi è dura. Sono fatto per navigare in solitario.
Mi manca Bologna, strano come per vedere la bellezza delle cose le devi
guardare da lontano. Ascolto ogni giorno “Dark Bologna” di Lucio Dalla,
fino a un paio di anni fa la ritenevo una “canzonetta” da quando sono
lontano ne comprendo il vero valore.

Anche se mi è costata tutto, sono felice della “piega” che ha preso la mia
vita nell’ultimo anno, sono passato da essere un “senzatetto” ad
attraversare 2 volte l’Atlantico e 2 volte l’equatore durante 2 tra le più
importanti regate mondiali, nel giro di 6 mesi.

Fortunatamente gli obbiettivi e le novità si succedono ogni giorno
Come la storia di Oscar Wilde delle limature di ferro che pensano di
andare a trovare la calamita di loro spontanea volontà, il giro del mondo
in solitario mi sta attirando a se, ogni giorno di più.

sabato 2 giugno 2012

Il volo dei gabbiani pigri del regno delle tempeste e' bellezza assoluta


Ne siamo usciti. ce la siamo cavati con 36 ore di vento tra i 35 e i 45 nodi e onde di oltre 6 metri. la tempesta ha lasciato qualche segno sulle vele: un taglio sul solent e lo staysail con una lacerazione di un paio di paio metri. scendendo da un'onda la barca ha ingavonato (la prua e' andata sott'acqua), ci siamo girati di 90 gradi e il frangente e' esploso in coperta travolgendo lo staysail. la scena vissuta dall'interno e stata incredibile: io ero sdraiato, fortunatamente incastrato tra il telo fermacarico e la borsa, l'improvvisa decellerazione mi ha sparato in avanti 3 metri come se fossi un bicchiere sul ghiaccio.

L'ultima volta che ho visto un mare cosi e' stato durante la Transat 6.50, ero 300 miglia a sud di Capo Verde senza un timone che aveva ceduto sotto lo sforzo della tempesta. dopo che hai visto un Mini hai visto quasi
tutto...
Tra due giorni arrivera' la sorella minore di questa depressione, speriamo che come a volte accade la sorella minore non riservi grandi sorprese.

Lo spettacolo piu' bello della tempesta e' stato il volo dei gabbiani pigri. non conosco il loro vero nome, hanno la testa nera, come se avessero un casco. il corpo e le ali sono molto piu aerodinamici dei gabbiani comuni, sono scolpiti dal vento.
Li chiamo pigri perchè battono raramente le ali, si abbandonano in planate estreme a pochi centimetri dall'acqua. se non c'e vento non volano, si "siedono" in acqua e lo aspettano.
Il loro regno è la tempesta, si lanciano sui pendii delle onde seguendone il profilo a pochi centimetri dalla superficie, si tuffano nei cavi delle onde come se fossero burroni e improvvisamente riemergono come se fossero
stati sparati in aria.
Suppongo siano anche molto vanitosi e competivi tra loro, ho notato che spesso inclinano le ali fino a toccare appena l'acqua, come fanno alcuni surfisti, e' un gesto estetico, che non ha, apparentemente, nessuna funzione pratica.

Spesso volano in formazione, compaiono da dietro un'onda in sei o sette disposti in fila indiana come se fossero dei caccia durante un attacco, fanno la stessa evoluzione uno dietro l'altro a distanza di un metro e riprendono quota.

Dimenticavo......tutto questo e' eseguito a velocita' folli.

Il volo dei gabbiani pigri del regno delle tempeste e' bellezza assoluta.



domenica 27 maggio 2012

Guai in vista.

Dopo Albert, il primo ciclone tropicale della stagione, succeduto da una settamana di calma piatta, arriva un altro vero guaio. secondo le previsioni delle ultime 24 ore il 30 Maggio dovremo incrociare una intensa depressione, nella foto la previsione.
Si scavera' a partire da domani come "figlia" della depressione attualmente in atto a nord della nostra posizione, nel giro 24 raggiungera' un minimo di 975 hpa, che unito a un gradiente barico (il gradiente barico corrisponde alla pendenza di una montagna) potrebbe generare venti a forza uragano oltre 60 nodi.
Ovviamente non ci possiamo fermare all'autogrill come faremo per una grandinata, ma dobbiamo essere al momento giusto nel posto meno sbagliato. 

Analizzando le previsioni meteo, aggiornate ogni 12 ore, che ci danno la traiettoria della depressione e le performance della barca stiamo cercando di trovare la strategia migliore per minimizzare i rischi e per sfruttare una piccola parte di quella immensa energia a nostro favore.
Come sempre di tratta di un compromesso che deve tenere in conto che siamo in regata, ma anche che non possiamo rischiare di finire nel centro della tempesta perfetta.
Attualmente abbiamo deciso una rotta sud-est che ci dovrebbe portare appena alle spalle della depressione tra 36 ore, sucessivamente la depressione dovrebbe sfilarci davanti per la sua fase piu intensa e pericolosa e contestualmente darci vento intensi ma gestibili per altre 36-48 ore.
Vi terro' aggiornati


venerdì 25 maggio 2012

Festa di Compleanno al Gor


questa volta abbiamo fatto le cose in grande!
l'immagine esclusiva della festa per il quarantreesimo compleanno di
Sergio Frattaruolo.
un stripper aliena è atterrata in barca nel bel mezzo del nord Atlantico e
ha improvvissato una lap dance sul moncone dell'albero, attirando Sergio
con uno dei suoi dolci preferiti.
Sergio ha dichiarato: "sono senza parole...è uno dei compleanni più belli
della mia vita!"

giovedì 24 maggio 2012

compleanno in mare

Non so se Sergio abbia mai trascorso un compleanno in navigazione, per certo non lo ha mai festeggiato così lontano.
Non sono per le feste comandate, anzi mi infastidiscono ma in questa occasione mi fa piacere farlo perchè in qualche modo l'ultima mail che ho ricevuto dall'Atlantico fa supporre che la lontananza da casa si faccia sentire.
La notizia del terremoto è arrivata anche su Financial Crisis e Sergio mi ha chiesto di scrivere due parole per dire che Bologna in Oceano è vicina a chi è stato colpito dal sisma.
Non sono neanche per le solite ovvie parole che si scrivono in questi momenti ma una mail da chi è in navigazione a 5000 km dall'Europa scioglie ogni possibile riserva.
Buon Compleanno Sergio

lunedì 21 maggio 2012

Global Ocean Race - tutto come previsto


Tutto come previsto, anche se al di sopra di ogni aspettativa.
nell'ultimo post lo avevo scritto: avremo preso bastonate da subito.Devo
ammettere che quelle ironiche parole nascondevano la mia angoscia. quella
bassa pressione cosi vicino a Charleston, e con le isobare cosi
ravvicinate mi preoccupava molto e confidavo in un posticipo della
partenza di 24 ore.
Partiamo in sordina, la linea era all'inteno del fiume e non vogliamo
rischiare inconvenienti durante manovre azzardate.
Dopo alcune ore di navigazione riceviamo una mail da Phesheya: hanno
ricevuto un avviso di sicurezza, saremo investiti da una tempesta
tropicale con venti fino a 55 nodi mentre saremo nella corrente del golfo.
in pratica: vento da nord a 100 km/h, la corrente del golfo che
viaggia a 4 nodi in senso opposto alle onde create dal vento, risultato
l'apocalisse. il mare compresso in 2 direzioni esattamente opposte forma
onde giganti e confuse che diventano impossibili da navigare, in
particolare modi di bolina.
1 ora dopo vediamo Phesheya che ritorna indietro, li contattiamo e ci
dicono che vogliono evitare il peggio e si andranno a riparare sottocosta.
Sia io che Marco non amiamo la vicinanza della costa e in qualunque caso
siamo propensi ad allontanarci, anche questa volta abbiamo deciso in
questo senso. proveremo a incrociare la depressione a sud nella sua parte
meno violenta.
25, 30, 35 la velocita' del vento sale molto velocemente, durante il mio
turno sale per la prima volta oltre i 40, prendiamo la terza mano e
continuiamo di bolina, il mare anche se duro continua a essere
affrontabile. nel giro di qualche ora diventa un inferno, sembra di essere
su un mini ma di 12 metri: il mini e' talmente leggero che su onde alte e
ripide viene lanciato per aria e in ricaduta spesso ti trovi sospeso per
aria come sulle montagne russe. una in particolare penso che rimarra' un
ricordo indelebile, viaggiavamo a 11 nodi, io ero sdraiato, sento la barca
salire troppo velocemente alzo testa, guardo Marco, lui mi fissa stupito,
la barca stacca dall'acqua, per qualche interminabile secondo mi trovo
sospeso a mezzaria, serro i denti mi metto il cuscino sotto la faccia e
atterriamo in un tonfo orribile, la barca sembra spaccarsi in 4, come se
ci avessero buttato dal decimo piano.
in breve il vento sale fino a 48 nodi e decidiamo che e meglio poggiare e
mettersi in fuga, il rischio di spaccare qualcosa e di farsi male era
troppo alto, con il senno di poi penso che alcune ore di cappa sarebbero
state la decisione piu' saggia.
ora fortunatamente e' passato, la tempesta tropicale che abbiamo incontrato
e' ufficialmente il primo uragano della stagione, il suo nome e' Albert.
Nice to meet you Albert!


Quella sopra è la mail di Sergio ricevuta stamane, di seguito la schermata delle posizioni della quinta tappa della Global Ocean Race alle ore 17 (italiane) di oggi.



domenica 20 maggio 2012

Destinazione Europa

Non è una brutta regata il Gor.


Mi piace il fatto che le comunicazioni siano permesse dal regolamento ma questo lo sappiamo già da tempo.

Resta il piacere di poter salutare Sergio neanche un ora prima della partenza mentre è già in mare ad attendere lo start.

La corsa è appena agli inizi, si delinea però una scelta tattica di Marco e Sergio: stanno puntando verso il largo anziché seguire il gruppo che sta bordeggiando in prossimità della costa statunitense.

Staremo a vedere.....

Torno un attimo alla partenza, circa 30 minuti prima ricevo una mail da Sergio,
senza oggetto, senza testo solo una foto..... immagino voglia essere un saluto, la pubblico


venerdì 18 maggio 2012

Ci risiamo

Ho abbandonato la Mustang convertibile. Devo ammettere che lei e la notte a Miami Beach hanno messo a dura prova la mia "vocazione" di navigatore solitario. (In barca scriverò di questo viaggio on the road)
Ora, con le mani ancora puzzolenti del petrolio usato per pulire i winch, mi bevo l'ultima birra fresca.
Domani , sabato 19, alle 16,30 ora italiana si parte, meta Les Sables d'Olonne, in Francia. Non si preannuncia una tappa semplice. Già nelle prime 24 ore arriverà una bella bastonata, come al solito, di bolina. Anche se la stagione è mite, con il nord Atlantico non si scherza, i treni di depressioni ti spingono contro l'Europa fino a imbottigliarti dentro al golfo di Biscaglia, li i bassi fondali alzano quelle onde cosi fotogeniche che potete ammirare nei poster di grandi fari devastati da onde ancora più grandi. 
Phesheya avrà voglia di riscattarsi,  Nick con 28 traversate oceaniche all'attivo ha tutti i numeri per impensierirci.
Il mio desiderio è arrivare il prima possibile ed entrare a Les Sables primo o al massimo secondo posto. Dopo diversi anni ho nuovamente voglia di sentire il rumore del salpancore che fila catena in qualche baia isolata, di lavarmi la faccia la mattina con un tuffo a poppa e di annoiarmi sdraiato in pozzetto. 
comunque queste sono cose a cui potrò pensare tra alcune settimane ora un solo imperativo: correre, correre e ancora correre!

mercoledì 9 maggio 2012

Dal mare alla strada


Come al solito mi prendo un po di tempo prima di iniziare a raccontare il mare, devo metabolizzare le emozioni, vincere la timidezza e capire può essere interessante e cosa è solo cronaca autorefenziale.
Mi viene spontaneo paragonare continuamente la navigazione in mini con quella in class 40.
Onestamente non ci sono paragoni in termini di qualità di vita, di confort e di sicurezza. avere un posto dove potersi sdraiare sempre asciutto, anzi avere la possibilità di sdraiarsi (nel mini ti incastri tra vele e borse, se ti va bene dormi seduto). Potere stare in piedi dentro la barca, avere la possibilità di camminare più di 2 passi, bere acqua depurata, avere il radar che ti avvisa di eventuali pericoli, il telefono per poter parlare con i tuoi cari, il computer, avere ogni tre ore l'aggiornamento della posizione dei tuoi avversari invece che correre con il cuore in gola come fai nel mini, conoscere la meteo invece che leggere il futuro nelle nuvole sopra la tua testa. tutto questo non ha prezzo.
Insomma anche se ho dormito per terra, anche se ho mangiato liofilizzati scaduti e noodles per 30 giorni (quanto mi è mancato il cibo di Alce Nero...) confronte al mini è una vancanza al Club Med. ora capisco meglio le espressioni di stupore nelle facce delle persone quando si parla di Mini. 

La regata è stata interessante sotto il profilo tattico, le principali intuizioni che ho avuto a terra: allontanarsi subito dalla costa, passare larghi da Rio de Janeiro si sono rivelate corrette. questo unito a un buon ritmo e un po di fortuna ci ha permesso di passare in testa alle 3 barche "vintage". 
Successivamente, forse per troppa arroganza, abbiamo commesso qualche errore: siamo passati troppo larghi a Caraibi e successivamente abbiamo pensato troppo alla velocità più che alla vmg rischiando di infilarci in una alta pressione devastante. con una strambata che ha azzerato il nostro vantaggio ci siamo "messi in riga". unica consolazione è che l'equipaggio sud africano ha fatto lo stesso errore (Nick ha fatto 28 tranoceaniche e 3 giri del mondo).
Sto traendo importanti lezioni dalla collaborazione con Marco, la convivenza per 30 giorni non è stata sempre semplice, la mia competitività in barca a volte si scontra con la sua, giusta, stanchezza dopo 8 mesi in giro per il mondo e la sua voglia di terminare. Lui è un sostenitore delle regate in doppio, mentre io desidero regatare in solitario. lui dopo 13 anni in UK è "inglese", io ogni giorno divento giorno più "sudista". Comunque il mio rispetto per lui come marinaio e come skipper rimane intatto e da questa "strana coppia" sta uscendo un ottima collaboraziona e una bella amicizia.
ora il mio desiderio più grande è entrare a Les Sables d'Olonne primo o secondo. Se Conrad non rompe o non fa errori enormi con la barca che possiede è impossibile da raggiungere, ma nella vita non si sa mai.
Per disintossicarmi dell'aria pura di mare e per premiarmi per il bel risultato, ho noleggiato una mustang convertibile (le auto costano pochissimo) con cui arriverò a Key West. Sempre vento, sempre mare, è più forte di me.

martedì 1 maggio 2012

Secondi

Arrivata la conferma ufficiale.
Financial Crisis condotta da Marco Nannini e Sergio Frattaruolo conquista il secondo posto sul traguardo di Charleston

3 miglia....

L'aggiornamento delle posizioni delle 6 italiane pone Financial Crisis a 3 miglia dall'arrivo.


Aspetto la conferma ufficiale.



situazione alle 17:00 italiane

Mentre la prima barca (Cessna Citation) ha tagliato il traguardo stamattina alla ore 07:45, la lotta per il secondo posto vede Financial Crisis di Marco Nannini e Sergio Frattaruolo in vantaggio di poco meno di 80 miglia sul terzo Class 40.
Ed è proprio di 80 miglia la distanza li separa dal traguardo.
Alla velocità attuale è prevedibile l'arrivo nel giro di 12 / 15 ore, Eolo permettendo.


Di seguito il tracking delle ore 17:00



lunedì 30 aprile 2012

Finale al cardiopalma

ore 00.12 download del file delle posizioni delle barche: abbiamo guadagnato 4,4 miglia nelle ultime 3 ore.
un occhiata alla previsione meteo: il vento dovrebbe calare per noi e rimanere sostenuto per loro, potremo perdere del vantaggio


ore 03.12 download del file delle posizioni delle barche: abbiamo perso 1,2 miglia


ore 06.12 abbiamo guadagnato 1,2 miglia e siamo posizionati meglio nei confronti dell'arrivo


ore 06.30 download del nuovo file con le previsioni meteo. L'alta pressione e' leggermente piu a ovest del previsto, bisogna cambiare ancora una volta strategia, salire piu' orzati per strambare decisi prima dell'arrivo per aggirare la zona senza vento davanti a noi.


che vento stanno avendo gli avversari? che tattica useranno? ci stanno spingendo a infilarci nella calma, confidando che si sia colmata prima del loro arrivo?


questo e' uno squarcio molto semplificato del quotidiano di queste ultime ore, una corsa al cardiopalma giocata sui centrimetri di scotta, su distacchi irrisori dopo avere attraversato mezzo mondo, sulle deduzioni e
sulle scommesse


AMO LA VELA OCEANICA


questo è quello che mi ha scritto Sergio alle alle 11:36 di oggi
di seguito la situazione di classifica alle ore 17:00 (tutti gli orari sono italiani)

domenica 29 aprile 2012

finale a sorpresa?


lo sapevamo.

da 4 giorni sapevamo che la rotta diretta non sarebbe stata la più veloce.
il routage, condito in tutte le salse, ci diceva di non cercare le massime velocità ma di spostarci il piu' possibile a ovest per aggirare un'alta pressione posizionata a est di Charleston.

Ma la voglia di accumulare in tasca miglia di vantaggio con la speranza di una evoluzione a nostro favore del meteo, ci ha fatto posticipare il pagamento del conto per il banchetto di questi giorni: una strambata da 80 miglia.

Ieri abbiamo deciso che non era piu' possibile rimandare il pagamento: Pip e Nick, bravi per aver fatto una rotta piu' breve della nostra e favoriti da venti sostenuti rischiavano di sfilarci da sottovento. 

Alla prima occasione abbiamo strambato, e mandando giù un boccone amaro ci
siamo posizionati tra Phesheya e l'arrivo.
ci restano solo 40 miglia di vantaggio, 4-5 ore di navigazione, ma almeno siamo in copertura.

incredibile pensare come dopo 26 giorni di navigazione siamo qui a
giocarcela nel giro di pochi minuti.



giovedì 26 aprile 2012

SUD


Oggi non ho molto da raccontare sulla regata: pochissimo vento, caldo
infernale e lotta continua per non perdere il vantaggio accumulato.

Questo pomeriggio, durante il mio turno di riposo, seduto in bilico
sottovento nell'unico punto della barca difeso dal sole, complice le
canzoni di Lucio Dalla in cuffia, ho cominciato a pensare al Sud. A
qualunque tipo di Sud.
Mi spiego meglio, nonostante stia navigando da 24 giorni in direzione
nord, partendo dal Uruguay, Sud dell'emisfero Sud, nel giro di una
settimana arriverò nel profondo Sud degli Stati Uniti: Charleston in South
Carolina.
Questa strana coincidenza ha acceso la mia curiosità, facendomi percorrere
a ritroso i luoghi più significativi e che più ho amato negli ultimi anni.
Da La Grande Motte, in Camargue terra di calore e passione, Sud
mediterraneo della Francia, mi sono spostato a La Rochelle. Arrivato a La
Rochelle, città che si contraddistingue per l'ospitalità e la tolleranza,
pensavo di essermi spostato a nord. Ma, prima il nome del quotidiano più
diffuso "SudOuest" e dopo i locali mi hanno fatto notare che, nonostante
fossi sull'oceano Atlantico, mi trovavo ancora nel Sud della Francia, .
da qui sono partito per Salvador de Bahia, un gioiello di storia e cultura
dell'Africa meridionale incastonato in Brasile, più Sud di così...

Per celebrare tutti i Sud, comprese le mie origini cito il poema di uno
scrittore uruguaiano, Mario Benedetti

Anche il Sud esiste

Con il suo rituale di acciaio
le sue grandi ciminiere
le sue labbra clandestine
il suo canto di sirene
i suoi cieli al neon
i suoi saldi natalizi
il suo culto del Dio Padre
e delle divise militari
con le sue chiavi del regno
il Nord è colui che comanda

ma qui in basso, in basso
la fame mercenaria
ricorre al frutto amaro
di ciò che altri decidono
mentre il tempo passa
e sfilano i soldati
e si fanno altre cose
che il Nord non proibisce.
Con la sua speranza dura
anche il Sud esiste.

Con i suoi predicatori
i suoi gas che avvelenano
la sua scuola di Chicago
i suoi padroni della terra
con i suoi cenci di lusso
e con le sue povere ossa
le sue difese sprecate
i suoi sprechi per la difesa.
Con le sue gesta d’invasore
il Nord è colui che comanda.

Ma qui in basso, in basso
ciascuno al suo nascondiglio
ci sono uomini e donne
che sanno a che aggrapparsi
approfittando del sole
e anche delle eclissi
occultando l’inutile
e usando quel che serve.
Con la loro fede veterana
anche il Sud esiste.

Con il suo corno francese
e la sua accademia svedese
la sua salsa americana
e le sue chiavi inglesi
con tutti i suoi missili
e le sue enciclopedie
la sua guerra di galassie
e la sua rabbia opulenta
con tutti i suoi lauri
il Nord è colui che comanda.

Ma qui in basso, in basso
accanto alle radici
è dove la memoria
nessun ricordo omette
e c’è chi stramuore
e c’è chi stravive
e così tra tutti ottengono
ciò che era impossibile
che tutto il mondo sappia
che il Sud,
che anche il Sud esiste.

martedì 24 aprile 2012

Modifica al regolamento di regata

Queste sono le notizie che mi indignano.
Abbiamo appena ricevuto la  notifica del cambiamento al regolamento di regata.
La 
direzione di regata ha inserito ulteriori modalità per raccogliere punti e
scalare la classifica. La modifica potrebbe penalizzarci, favorendo gli equipaggi di origine
anglosassone, piu avvezzi di noi a certe inclinazioni.
Di seguito la parziale traduzione della modifica:"gli equipaggi impegnati nel GOR potranno fare scalo nelle seguenti isole caraibiche: Antigua, Guadalupe, Virgin Islands. Durante ogni scalo verranno
indette speciali classifiche che premieranno l'equipaggio che ha consumera' la maggiore quantita' di alcolici e mangera' il numero maggiore di bistecche nelle prime 24 ore.
In deroga all'art. 8.3.1 gli equipaggi potrenno utilizzare l'ancora 
di emergenza per ormeggiarsi alla fonda e utilizzare la zattera di salvataggio per raggiungere il bar piu' vicino"

Stiamo valutando se depositare una protesta, sicuramente faremo del nostro meglio

per essere primi in classifica!

A parte gli scherzi non riesco a farmene una ragione di passare a 100 miglia dai C
araibi e non fermarmi, non vederli.
si, si...Financial Crisis e' bella, Marco è 
simpatico e i disidratati si fanno quasi mangiare, ma i Caraibi sono i Caraibi;
qual'è il senso di questa regata?
mi sembra di essere campione del mondo di "hai-la-fidanzata-piu-bella-e-calda-del-mondo-non-la-puoi-toccare-ma-solo-correrci-intorno"

lunedì 23 aprile 2012

100 miglia dai Caraibi, bello sport la vela Oceanica


Ventuno giorni di navigazione e meno di 2000 miglia all'arrivo, previsto

intorno al 2 maggio.


Da un qualche giorno navighiamo su 20-25 nodi di aliseo costanti che ci
permettono di fare medie giornaliere all'altezza di un class 40, la notte
planiamo costantemente dai 13 ai 17 nodi sotto autopilota.


Vorrei avere giuste le parole per trasmettere questa senzazione a chi non
l'ha mai provata.


Inizia tutto con la poppa che viene sollevata da un onda, la barca si
inclina in avanti come sull'orlo di un precipizio, qualche istante di
incertezza. e' lei, si parte.


Accelleriamo rotolando in discesa sull'onda come farebbe un
surfista, dalla prua un rumore infernale di acqua aperta, spostata, tagliata.


Planiamo sul nostro tappeto volante: la barca appoggia un'onda


"artificiale" che viaggia piu veloce delle onde naturali.
A volte raggiungiamo le onde che ci precedono, le tamponiamo con forza, generando esplosioni di acqua che coprono la barca. Dopo ore che plano sotto pilota, regolando solo le vele, mi sembra che la barca sia viva e possa prendere le sue decisioni in autonomia.
ogni tanto questo sogno finisce con un brusco risveglio, come l'altra
notte alle 2.45.

Perche' tutto succede di notte?


15 minuti alla fine del mio turno, stanco morto non vedo l'ora di
svegliare Marco per andare a dormire. un occhio al radar, uno alla
computer per tenere d'occhio la rotta ed eventuali barche, uno agli
strumenti che segnano la velocita della barca e del vento. Fuori
spinnaker maxi (in gergo A2) e 18/20 nodi di vento, insomma una situazione
ideale.


Improvvisamente la barca accellera e si inclina, mi indica ancora prima
dell'elettronica che il vento e salito improvvisamente. 18...20..22..26
nodi in un paio di secondi.
so bene cosa sta per succedere, urlo a Marco di svegliarsi e corro fuori.
A causa del vento forte si rompe l'equilibrio magico, il pilota non governa
piu la barca e partiamo in straorza.


La straorza e un movimento violento in cui la barca si inclina anche fino
a mettere l'albero in acqua e ruota andando nella direzione del vento.
la barca e sdraiata, filiamo scotte e riusciamo a farla rialzare. un minuto
dopo si ricorica.


A questo punto siamo in 30 nodi, con spi maxi, nella notte piu buia, Marco
al timone in mutande, io alle scotte. insomma alle briglie di un cavallo
di 5000 kg imbizzarrito e impaurito che vuole correre in qualunque
direzione.


A prima vista la soluzione puo' sembrare semplice: ammainate sto benedetto
spinnaker il prima possibile!
il problema e'che superata una certa soglia, e noi l'avevamo
abbondantemente superata, e' estremamente pericoloso manovrare. un po come essere su un'auto in corsa senza freni, mi butto fuori subito facendomi
probabilmente male o aspetti un po per vedere se la discesa finisce?
Abbiamo aspettato.
Citando F.J.: "potrebbe andare peggio...potrebbe piovere", ha iniziato a
diluviare.


Dopo un'ora e mezza sotto al diluvio in pantaloncini e maglietta, ha smesso
di piovere, il vento e calato e siamo riusciti a fare il cambio vela.
Siamo stati fortunati, niente danni solo un po di tensione.
Pensare che a un centinaio di miglia ci sono le piu belle isole caraibiche,
bello sport la vela oceanica...




venerdì 20 aprile 2012

L'Oceano in una stanza (la versione di Sergio)

venerdì 20 aprile, al largo delle coste della Guaiana, 4,30 ora locale, notte fonda, la barca sbatte in 25/30 nodi di bolina larga. Emozionato, chiamo con il telefono satellitare il numero di Marco Catania che si trova a Bologna presso le scuole "Il Guercino". "...pronto Sergio noi ti sentiamo" Insieme a lui ci sono decine di studenti, che per affetto, curiosita' o semplicemente per saltare un compito in classe hanno accettato di essere coinvolti nel collegamento in diretta tra una barca in regata in Atlantico e la scuola del mio quartiere a Bologna. i ragazzi non sono digiuni di vela, mi hanno seguito durante la Transat 6.50 e sucessivamente ci siamo incontrati a scuola. puo' sembrare bizzarro ma e' stata la piu forte emozione da quando sono partito da Punta del'Este. mi sento come se fossi uno dei protagonisti dei romanzi di Salgari o Verne, le mie letture preferite da ragazzo, che prende vita e telefona a scuola. - "pronto, scuole Il Guercino" - "Buongiorno. sono Sandokan, devo parlare con gli studenti" Ogni volta rimango stupito della introversione e profondita dei ragazzi delle medie. non sono interessati ad esplorare oceani e montagne, le loro domande, le loro riflessioni, sono da esploratori di anime e cuori. vogliono sapere cosa succede dentro di te, poco gli interessa se fuori c'e mare calmo o tempesta.
Alfonso non c'era, colgo l'occasione di salutarlo anche qui, sapendo che tengo molto a lui, Sabina la sua professoressa di matematica (matematica, se se mi ricordo bene..) mi ha portato i suoi saluti. come sono cambiate le professoresse, la mia di matematica era una zitella vendicativa. quando ero in seconda media, insieme a un campione di studenti venni sottoposto a un test di q.i. (ovviamente la mia valutazione la piu alta) e contestualmente ci fecero compilare dei questionari in cui dovevamo esprimere una nostra valutazione sulle professoresse, assicurandoci l'anonimato. io scrissi che la prof. piu' "cattiva" era quella di matematica. un anno dopo, durante una sua sfuriata in classe mi fece ben capire che era al corrente da molto tempo della mia valutazione...a 12 anni ho smesso di credere nell'anonimato.
Tornando a questa mattina. ore 6,30, alba, seconda telefonata. - "pronto, mi sent.." dall'altra parte un urlo agghiacciante "HHEEEEEEE!!!" questi sono i bambini delle elementari, energia e curiosita' allo stato puro
"Ciao Sergio, sono Giovanni, hai paura in mezzo al mare?" 
"Ciao Sergio, sono Federica, come ti senti a essere tra i primi in classifica?" "Ciao Sergio, sono Gabriele, e' emozionante attraversare l'equatore?" 
"Ciao Sergio, sono Elena, hai visto animali? anche pericolosi?" 
"...hai visto i pirati moderni?" 
"...ti senti meno solo a navigare con un amico?" 
"...vi divertite con l'Aliena?" 
Alcune delle decine di domande che gli studenti mi hanno fatto,caratterizzate da quell'intelligenza e sensibilita di cui sono capaci solo i bambini.
vorrei poter descrivere meglio la gioia e l'emozione che mi danno questi momenti.
Non c'e onda, planata, alba o tramonto oceanico che possa lontanamente essere comparato. volevo ringraziare per questa bellissima giornata di emozioni gli studenti delle scuole Raffaello Sanzio e il Guercino. 
un ringraziamento particolare va alla Dirigente Cantile, al corpo docente (a memoria ricordo Daniela, Sabina, Elena) e a Marco Xman Catania, con i loro sforzi gratuiti arriviamo anche dove le istituzioni preposte non arrivano. Auspicando che il mare, il vento e la passione entrino sempre piu' spesso nelle scuole, vi lascio una foto di un tramonto di qualche giorno fa.
(Volevo fotografarvi una fila di auto o un grattacielo, ma qui abbiamo albe, tramonti e onde) grazie



L'oceano a scuola

Per la seconda volta nel giro di pochi mesi ho incontrato gli alunni dell'Istituto Compresivo IC9 di Bologna, la prima volta ho parlato con i ragazzi di barche, navi e dell'andamento della Transat 6.50 - 2011;
oggi abbiamo organizzato un collegamento via telefono satellitare con Sergio che, ormai dovremmo sapere tutti, è impegnato nella Global Ocean Race quale co-skipper di Marco Nannini sul class 40 Financial Crisis.
Anche in questa si è rivelata per me un'esperienza travolgente, è stato emozionante essere riconosciuto e avvicinato dagli alunni, vederli in fila davanti al microfono attendere il proprio turno per porre una domanda al nostro skipper.


Presto metterò on line i video di quest'incontro, giusto il tempo di dare modo ai ragazzi di Eden Production di fare il lavoro di montaggio e post produzione.


Ringrazio, a nome di Bologna in Oceano, la dirigente scolastica d.ssa Giovanna Cantile, la coordinatrice del progetto d.ssa Daniela Monaco, la prof. Elena Fantini, le insegnanti tutte per l'amichevole collaborazione ed i ragazzi per l'affetto.


Pubblico qui le foto dei ragazzi della Scuola Secondaria di I° Grado "Il Guercino" e della Scuola Primaria "Raffaello Sanzio", scattate stamane durante i collegamenti.




giovedì 19 aprile 2012

L'oceano ritorna a scuola


come e' successo per la Transat 6.50 i miei piu' accaniti sostenitori sono
i ragazzi. Il loro interesse, la loro curiosita', il loro sincero affetto.

e' per me una grande fonte di motivazione. ci scambiamo diversi messaggi
via email, tra la barca e la terra ma volevo fare entrare l'oceano a
scuola, desideravo fare ascoltare in diretta i rumori della barca in
corsa.
domani 20 aprile tutto questo si realizzerà, ci collegheremo
attraverso il telefono satellitare alle 9,30 con le scuole medie Il
Guercino e alle 11.30 con le scuole elementari Raffaello Sanzio.
Sono molto emozionato, sara' l'occasione per salutarci, fare quattro
chiacchere e rispondere alle domande che hanno preparato.




in allegato per la serie "la barca dei misteri" un'altra foto dell'aliena

mercoledì 18 aprile 2012

Ancora Equatore


oggi alle 9,15 ora italiana ho attraversato la linea dell'equatore, la
seconda volta in pochi mesi.
a ottobre l'avevo passata in senso contrario, direzione sud, durante la Transat 6,50. 
questa volta niente hello kitty da sacrificare a Nettuno, solo una ottima bottiglia di vino bianco, regalo degli amici dell'Uruguay.


Continua la corsa verso Charleston, a medie inferiori a quelle previste, non riusciamo incociare venti di intensità significativa e di direzione costante. Comunque siamo secondi e con l'aiuto di Nettuno riusciremo a conservare il nostro vantaggio!

lunedì 16 aprile 2012

Breaking news: avvistamento alieno


 Negli ultimi giorni ho assistito a fenomeni inspiegabili:apparecchi
elettronici che smettono di funzionare misteriosamente, luci nella notte
in mezzo al mare, Marco che usa il bagno schiuma e.. presenze, strane
presenze.
oggi il mistero è stato svelato: è tornata l'Aliena!




Pensavo di essermene
finalmente liberato, pensavo che non l'avrei più vista. Invece è qua..
Forse l'apparizione dell'Aliena potrebbe è collegata a uno dei più grandi
misteri della barca: la sparizione di Clubby, il cucciolo di foca mascotte
di Finacial Crisis, più volte protagonista del blog di Marco per la sua
vita sregolata.
nei prossimi giorni nuovi aggiornamenti.....





mercoledì 11 aprile 2012

35 - 31 - 1,5 - 0.8





35 gradi l'aria, 31 l'acqua, 1,5 nodi la velocità del vento, 0.8 nodi (1,3
km/h) la velocità della barca. le vele vuote di vento, sbattono
violentemente al passaggio di ogni onda.
queste sono le condizioni che si alternano a groppi con diluvi di acqua e venti relativamente violenti.
Questi groppi sono l'unica occasione per avanzare, teniamo tutta vela e
cerchiamo di fare la massima distanza in quei 10/20 minuti in cui veniamo
investiti dalla "tempesta".
Sicuramente stiamo meglio che in un autobus in estate all'ora di punta, ma
anche essere qua a bollire al sole cercando di fare avanzare 5 tonnellate
di vetroresina alla velocità di una formica, con 8000 km di mare davanti
non da grandi soddisfazioni.

A questo si accumula la tensione che i nostri avversari possano avere condizioni di vento migliori colmando in poche ore il vantaggio di 30 miglia che abbiamo costruito in 9 giorni. 
Comunque il lavoro...è lavoro, guadagnando metro dopo metro avanziamo.
Nel momento in cui scrivo, ho scoperto  sul mio pc un tesoro: 53 canzoni
di Lucio Dalla. Amo il mio disordine quando mi riserva queste sorprese.
Per il momento ho sospeso gli esperimenti di cucina creativa, l'ultimo è
stato mescolare un disidratato scaduto al sapore di crema vaniglia, con
del cioccolato fondente rimasto 7 mesi nel container di Marco. 
il mix deve aver generato nel mio corpo una mutazione genetica tipo x-man.
è desolante lo scenario delle decine dei pozzi petroliferi brasiliani che
incrociamo da un paio di giorni in pieno oceano: vengo a navigare
all'altro capo del mondo, ma sembra di essere 5 miglia fuori da Marina di
Ravenna.

State seguendo l'andamento della corsa? meglio andare in costa o al largo?

non posso accedere direttamente a internet, facebook o alla posta, ma
scrivetemi attraverso la pagina del sito di Marco: marconannini.com/sms e
riceverò i messaggi in diretta durante la navigazione.

martedì 10 aprile 2012

e-mail dall'atlantico del sud

è passata una settimana dalla partenza di Punta de l'Este.

in questo momento siamo al traverso di Rio de Janeiro, una bella gita per il lunedi di Pasqua...
la regata procede serrata, siamo 3 barche in poche decine di miglia (Cessna è l'unica barca differente dalle altre, di ultima generazione, impossibile tenere il suo passo, a meno che non faccia errori clamorosi). ogni 3 ore riceviamo via satellite le posizioni delle altre barche e facciamo il bilancio di quanto abbiamo guadagnato o perso. 8 volte al giorno elaboriamo il file tramite il software di navigazione, che analizza i tracciati e le performance delle barche e per la seguente ora cerchiamo di capire quale sia la strategia delle altre barche e dove possiamo migliorare la nostra.
sono passato da un ufficio senza finestre a uno galleggiante in mezzo all'oceano.

la barca è fantastica, veloce: gli dai vento e lei corre. provo sensazioni molto diversi dal mini: la piccola è piu ''femmina'', più capricciosa e volubile, il class 40 è piu fredda e calcolatrice, devi sempre prevedere e comportarti in modo metodico.
sto apprezzando i vantaggi della navigazione in doppio, sopratutto durante le manovre, con Marco ci alterniamo in turni di 3 ore, va tutto bene a parte il rapporto di monogamia che lo lega alla sua maglietta dal giorno della partenza!


in questi giorni c'è stata luna piena; la luce della luna piena trasforma il mare di notte in un luogo ospitale e quasi umano. all'alba si celebra uno dei  piu bei spettacoli che abbia mai visto: mentre il sole sorge a est, la luna piena tramonta a ovest, come se nel cielo ci fossero due soli.

martedì 3 aprile 2012


tracking on line all'indirizzo:
http://globaloceanrace.geovoile.com/2011/?lg=en

domenica 1 aprile 2012

out of office

"out of office" è il messaggio di risposta che si imposta sulla mail quando non sarà in grado di rispondere. Paradossalmente devo impostarlo quando vado a lavorare...in mare. oggi si parte per penultima tappa del giro del mondo, destinazione Charleston in USA, arrivo previsto verso il 2-5 maggio.
Prima delle partenze, non riesco mai a scrivere, troppe cose da dire, i pensieri si accavallano e esce poco. 
Sono sereno, con Marco mi trovo bene, la barca è pronta, cercherò di fare del mio meglio e di divertirmi. non leggerò facebook e neanche le mie usuali email fino al mio arrivo a terra.
Potrò ricevere messaggi in barca attraverso la pagina http://marconannini.com/sms, scrivete in tanti e spesso!
nella sezione tracker del sito http://globaloceanrace.com/ potete seguire la corsa in tempo reale
seguiteci numerosi!

venerdì 30 marzo 2012

- 2 alla partenza


Negli ultimi giorni ci sono stati molti eventi e momenti interessanti: il raduno delle Mustang Club del Uruguay, la premiazione e la presentazione alla stampa, l'incontro con il console italiano e il console slovacco (Marco è di origini slovacche ed è seguitissimo dagli slovacchi). ho incontrato giornalisti, surfisti, registi indipendenti, mafiosi del porto, il direttore del "Paradiso del trapano". ho visto sirene grandi come leoni marini, gente che beveva mate dentro lo zoccolo di un cavallo e tante persone di origini italiane che amano il nostro paese, a volte idealizzandolo. 
Sono finite le gite turistiche, le foto e le strette di mano e si pensa solo alla regata. Meno due giorni alla partenza, prevista per il 2 Aprile alle 15.00 ora locale (20.00 ora italiana). 
Il container con vele, pezzi di ricambio, cibo, è molto in ritardo, arriverà solo sabato mattina. aspettiamo con ansia anche le bombole, necessarie per immergersi e pulire la carena oltre ai disidratati necessari per completare la cambusa.


Le previsioni metereologiche non sono più fantameteo, con alta probabilità faremo tanta bolina (...tanto per cambiare!). Un fronte freddo fortemente attivo ci aspetta prima di Rio de Janeiro. 
Ho voglia di partire. Punta del'Este è bella, ma il bisogno di arrivare nella prossima destinazione è ancora più forte...la testa è già in mezzo al mare. 
L'obbiettivo per i primi giorni è prendere confidenza con la barca, non prendere eccessivi rischi e difendere la posizione acquisita e poi...
Nei prossimi giorni pubblicherò i riferimenti per seguirci in diretta e scriverci. 
Il circo riparte!

venerdì 23 marzo 2012

El Pancho e i leoni


Continuano i preparativi: barca ripulita, whinch revisionati, drizze sostituite, verifiche degli autopiloti e pulizia della carena. quest'ultima operazione non è stata gradita da "El Pancho" che si è presentato come "gestore" unico delle immersioni nel porto, vietando ulteriori immersioni "fai da te"...dopo qualche chiarimento con l'autorità portuale l'allarme è rientrato.
Continua la caccia al cibo: Punta de l'Este è una specie di Montecarlo e i prezzi sono folli, una delle attività più impegnative della giornata è cercare un  nuovo posto per mangiare a un prezzo ragionevole. Da qualche giorno abbiamo trovato un locale dove riusciamo a mangiare panino con la cotoletta e uova oppure pizza a prezzi umani. il posto è frequentato prevalentemente da pescatori locali e noi siamo gli unici stranieri. 
Una notizia di costume: Marco si è fidanzato con Ella a Buenos Aires, ne approfitto per fargli i miei più sinceri auguri.
Oggi arriverà un corteo di Mustang (auto non cavalli) a festeggiarci. il Mustang club Italia è sponsor di Financial Crisis, durante ogni tappa organizza eventi con i club locali. uno ottimo esempio di marketing originale.
Un'altra caratteristica di Punta sono i leoni marini, più grandi di una mucca nuotano intorno alla barca o se ne stanno sdraiaiti al sole e litigano per i posti migliori. la notte invece che sentire i cani abbaiare si sentono i versi dei leoni.
Stiamo studiando la prossima tappa, particolarmente lunga e più piacevole delle precedenti in termini di condizioni meteo
In conclusione, tranne i soliti problemi di budget, tutto sta andando al meglio.

sabato 17 marzo 2012

News da Punta

Come al solito non so da dove cominciare, mi perdo nella moltitudine di novità che quotidianamente affronto e che mi piacerebbe raccontare. 

Facciamo il punto della situazione: 2 giorni fa sono arrivato a Punta de L'Este in Uruguay. da qui partirò il 1 aprile partirò con Marco Nannini per correre le ultime 2 tappe del GOR (Global Ocean Race) il giro del mondo a tappe in doppio su Class 40 (barche da competizione concepite per le regate oceaniche). la prima tappa si concluderà a Charleston in USA, arrivo previsto nei primi giorni di maggio. ripartenza il 20 di maggio con destinazione finale Les Sables d'Olonne in Francia.
3 mesi di lavoro e una incredibile esperienza velica, ma sopratutto umana. per questo motivo non parlerò molto di argomenti tecnici, ma racconterò più del viaggio, dei luoghi e della gente.
Sono ospite allo Yatch Club di Punta de l'Este, non immaginatevi miliardari in doppio petto che fumano sigari, ci sono anche quelli ma sono nelle sede sociale (il ristorante). io risiedo alla sede nautica, cioè la sede operativa e la scuola. qua si sono fermati i più grandi navigatori degli ultimi 30 anni durante i loro giri del mondo (il club e la popolazione è famosa per l'ospitalità). 
il bar e gli uffici sono tappezzati di vecchie locandine delle mitiche regate, decorate dalle dediche e ringraziamenti degli skipper dagli anni 80 in avanti, dando vita a un naturale museo dei sogni dei giramondo. Anche l'arredamento, usurato e stile anni 70, contribuisce al fascino.
Punta è un luogo incredibile, una sottile lingua di terra nell'oceano che offre lo spettacolo dell'alba e del tramonto sul mare, delle onde dell'oceano e della calma della baia tutto in poche centinaia di metri. i leoni marini che assediano la barca e che danno spettacolo in banchina mentre i pescatori puliscono il pesce.
le cose negative, come al solito, le ha portate l'uomo: grandi e lussuosi grattacieli e prezzi elevati per qualunque cosa. di contro gli uruguaiani sono estremamente gentili e ospitali. 
ho immediatamente legato con le persone che lavorano qui, anche perchè, TUTTI conoscono Bologna: Ramirez e altre stelle del calcio uruguaiano giocano nel Bologna. Ben consapevole di questo legame, come Bologna in Oceano avevamo organizzato uno scambio culturale, ma i 3 mesi di anticamera per incontrare chi di dovere nella giunta del comune di Bologna hanno vanificato i nostri sforzi. 
Avevo promesso di evitare polemiche e tacere su questo argomento, ma essere qua nella Montecarlo del sud America e non avere neanche un libro, una brochure, una bandiera o un piatto di tortellini che possano fare conoscere meglio il mio territorio, mi fa ogni giorno ancora più arrabbiare. Vediamo se riusciranno a organizzarsi per le prossime tappe.