sabato 17 marzo 2012

News da Punta

Come al solito non so da dove cominciare, mi perdo nella moltitudine di novità che quotidianamente affronto e che mi piacerebbe raccontare. 

Facciamo il punto della situazione: 2 giorni fa sono arrivato a Punta de L'Este in Uruguay. da qui partirò il 1 aprile partirò con Marco Nannini per correre le ultime 2 tappe del GOR (Global Ocean Race) il giro del mondo a tappe in doppio su Class 40 (barche da competizione concepite per le regate oceaniche). la prima tappa si concluderà a Charleston in USA, arrivo previsto nei primi giorni di maggio. ripartenza il 20 di maggio con destinazione finale Les Sables d'Olonne in Francia.
3 mesi di lavoro e una incredibile esperienza velica, ma sopratutto umana. per questo motivo non parlerò molto di argomenti tecnici, ma racconterò più del viaggio, dei luoghi e della gente.
Sono ospite allo Yatch Club di Punta de l'Este, non immaginatevi miliardari in doppio petto che fumano sigari, ci sono anche quelli ma sono nelle sede sociale (il ristorante). io risiedo alla sede nautica, cioè la sede operativa e la scuola. qua si sono fermati i più grandi navigatori degli ultimi 30 anni durante i loro giri del mondo (il club e la popolazione è famosa per l'ospitalità). 
il bar e gli uffici sono tappezzati di vecchie locandine delle mitiche regate, decorate dalle dediche e ringraziamenti degli skipper dagli anni 80 in avanti, dando vita a un naturale museo dei sogni dei giramondo. Anche l'arredamento, usurato e stile anni 70, contribuisce al fascino.
Punta è un luogo incredibile, una sottile lingua di terra nell'oceano che offre lo spettacolo dell'alba e del tramonto sul mare, delle onde dell'oceano e della calma della baia tutto in poche centinaia di metri. i leoni marini che assediano la barca e che danno spettacolo in banchina mentre i pescatori puliscono il pesce.
le cose negative, come al solito, le ha portate l'uomo: grandi e lussuosi grattacieli e prezzi elevati per qualunque cosa. di contro gli uruguaiani sono estremamente gentili e ospitali. 
ho immediatamente legato con le persone che lavorano qui, anche perchè, TUTTI conoscono Bologna: Ramirez e altre stelle del calcio uruguaiano giocano nel Bologna. Ben consapevole di questo legame, come Bologna in Oceano avevamo organizzato uno scambio culturale, ma i 3 mesi di anticamera per incontrare chi di dovere nella giunta del comune di Bologna hanno vanificato i nostri sforzi. 
Avevo promesso di evitare polemiche e tacere su questo argomento, ma essere qua nella Montecarlo del sud America e non avere neanche un libro, una brochure, una bandiera o un piatto di tortellini che possano fare conoscere meglio il mio territorio, mi fa ogni giorno ancora più arrabbiare. Vediamo se riusciranno a organizzarsi per le prossime tappe. 

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