domenica 27 maggio 2012

Guai in vista.

Dopo Albert, il primo ciclone tropicale della stagione, succeduto da una settamana di calma piatta, arriva un altro vero guaio. secondo le previsioni delle ultime 24 ore il 30 Maggio dovremo incrociare una intensa depressione, nella foto la previsione.
Si scavera' a partire da domani come "figlia" della depressione attualmente in atto a nord della nostra posizione, nel giro 24 raggiungera' un minimo di 975 hpa, che unito a un gradiente barico (il gradiente barico corrisponde alla pendenza di una montagna) potrebbe generare venti a forza uragano oltre 60 nodi.
Ovviamente non ci possiamo fermare all'autogrill come faremo per una grandinata, ma dobbiamo essere al momento giusto nel posto meno sbagliato. 

Analizzando le previsioni meteo, aggiornate ogni 12 ore, che ci danno la traiettoria della depressione e le performance della barca stiamo cercando di trovare la strategia migliore per minimizzare i rischi e per sfruttare una piccola parte di quella immensa energia a nostro favore.
Come sempre di tratta di un compromesso che deve tenere in conto che siamo in regata, ma anche che non possiamo rischiare di finire nel centro della tempesta perfetta.
Attualmente abbiamo deciso una rotta sud-est che ci dovrebbe portare appena alle spalle della depressione tra 36 ore, sucessivamente la depressione dovrebbe sfilarci davanti per la sua fase piu intensa e pericolosa e contestualmente darci vento intensi ma gestibili per altre 36-48 ore.
Vi terro' aggiornati


venerdì 25 maggio 2012

Festa di Compleanno al Gor


questa volta abbiamo fatto le cose in grande!
l'immagine esclusiva della festa per il quarantreesimo compleanno di
Sergio Frattaruolo.
un stripper aliena è atterrata in barca nel bel mezzo del nord Atlantico e
ha improvvissato una lap dance sul moncone dell'albero, attirando Sergio
con uno dei suoi dolci preferiti.
Sergio ha dichiarato: "sono senza parole...è uno dei compleanni più belli
della mia vita!"

giovedì 24 maggio 2012

compleanno in mare

Non so se Sergio abbia mai trascorso un compleanno in navigazione, per certo non lo ha mai festeggiato così lontano.
Non sono per le feste comandate, anzi mi infastidiscono ma in questa occasione mi fa piacere farlo perchè in qualche modo l'ultima mail che ho ricevuto dall'Atlantico fa supporre che la lontananza da casa si faccia sentire.
La notizia del terremoto è arrivata anche su Financial Crisis e Sergio mi ha chiesto di scrivere due parole per dire che Bologna in Oceano è vicina a chi è stato colpito dal sisma.
Non sono neanche per le solite ovvie parole che si scrivono in questi momenti ma una mail da chi è in navigazione a 5000 km dall'Europa scioglie ogni possibile riserva.
Buon Compleanno Sergio

lunedì 21 maggio 2012

Global Ocean Race - tutto come previsto


Tutto come previsto, anche se al di sopra di ogni aspettativa.
nell'ultimo post lo avevo scritto: avremo preso bastonate da subito.Devo
ammettere che quelle ironiche parole nascondevano la mia angoscia. quella
bassa pressione cosi vicino a Charleston, e con le isobare cosi
ravvicinate mi preoccupava molto e confidavo in un posticipo della
partenza di 24 ore.
Partiamo in sordina, la linea era all'inteno del fiume e non vogliamo
rischiare inconvenienti durante manovre azzardate.
Dopo alcune ore di navigazione riceviamo una mail da Phesheya: hanno
ricevuto un avviso di sicurezza, saremo investiti da una tempesta
tropicale con venti fino a 55 nodi mentre saremo nella corrente del golfo.
in pratica: vento da nord a 100 km/h, la corrente del golfo che
viaggia a 4 nodi in senso opposto alle onde create dal vento, risultato
l'apocalisse. il mare compresso in 2 direzioni esattamente opposte forma
onde giganti e confuse che diventano impossibili da navigare, in
particolare modi di bolina.
1 ora dopo vediamo Phesheya che ritorna indietro, li contattiamo e ci
dicono che vogliono evitare il peggio e si andranno a riparare sottocosta.
Sia io che Marco non amiamo la vicinanza della costa e in qualunque caso
siamo propensi ad allontanarci, anche questa volta abbiamo deciso in
questo senso. proveremo a incrociare la depressione a sud nella sua parte
meno violenta.
25, 30, 35 la velocita' del vento sale molto velocemente, durante il mio
turno sale per la prima volta oltre i 40, prendiamo la terza mano e
continuiamo di bolina, il mare anche se duro continua a essere
affrontabile. nel giro di qualche ora diventa un inferno, sembra di essere
su un mini ma di 12 metri: il mini e' talmente leggero che su onde alte e
ripide viene lanciato per aria e in ricaduta spesso ti trovi sospeso per
aria come sulle montagne russe. una in particolare penso che rimarra' un
ricordo indelebile, viaggiavamo a 11 nodi, io ero sdraiato, sento la barca
salire troppo velocemente alzo testa, guardo Marco, lui mi fissa stupito,
la barca stacca dall'acqua, per qualche interminabile secondo mi trovo
sospeso a mezzaria, serro i denti mi metto il cuscino sotto la faccia e
atterriamo in un tonfo orribile, la barca sembra spaccarsi in 4, come se
ci avessero buttato dal decimo piano.
in breve il vento sale fino a 48 nodi e decidiamo che e meglio poggiare e
mettersi in fuga, il rischio di spaccare qualcosa e di farsi male era
troppo alto, con il senno di poi penso che alcune ore di cappa sarebbero
state la decisione piu' saggia.
ora fortunatamente e' passato, la tempesta tropicale che abbiamo incontrato
e' ufficialmente il primo uragano della stagione, il suo nome e' Albert.
Nice to meet you Albert!


Quella sopra è la mail di Sergio ricevuta stamane, di seguito la schermata delle posizioni della quinta tappa della Global Ocean Race alle ore 17 (italiane) di oggi.



domenica 20 maggio 2012

Destinazione Europa

Non è una brutta regata il Gor.


Mi piace il fatto che le comunicazioni siano permesse dal regolamento ma questo lo sappiamo già da tempo.

Resta il piacere di poter salutare Sergio neanche un ora prima della partenza mentre è già in mare ad attendere lo start.

La corsa è appena agli inizi, si delinea però una scelta tattica di Marco e Sergio: stanno puntando verso il largo anziché seguire il gruppo che sta bordeggiando in prossimità della costa statunitense.

Staremo a vedere.....

Torno un attimo alla partenza, circa 30 minuti prima ricevo una mail da Sergio,
senza oggetto, senza testo solo una foto..... immagino voglia essere un saluto, la pubblico


venerdì 18 maggio 2012

Ci risiamo

Ho abbandonato la Mustang convertibile. Devo ammettere che lei e la notte a Miami Beach hanno messo a dura prova la mia "vocazione" di navigatore solitario. (In barca scriverò di questo viaggio on the road)
Ora, con le mani ancora puzzolenti del petrolio usato per pulire i winch, mi bevo l'ultima birra fresca.
Domani , sabato 19, alle 16,30 ora italiana si parte, meta Les Sables d'Olonne, in Francia. Non si preannuncia una tappa semplice. Già nelle prime 24 ore arriverà una bella bastonata, come al solito, di bolina. Anche se la stagione è mite, con il nord Atlantico non si scherza, i treni di depressioni ti spingono contro l'Europa fino a imbottigliarti dentro al golfo di Biscaglia, li i bassi fondali alzano quelle onde cosi fotogeniche che potete ammirare nei poster di grandi fari devastati da onde ancora più grandi. 
Phesheya avrà voglia di riscattarsi,  Nick con 28 traversate oceaniche all'attivo ha tutti i numeri per impensierirci.
Il mio desiderio è arrivare il prima possibile ed entrare a Les Sables primo o al massimo secondo posto. Dopo diversi anni ho nuovamente voglia di sentire il rumore del salpancore che fila catena in qualche baia isolata, di lavarmi la faccia la mattina con un tuffo a poppa e di annoiarmi sdraiato in pozzetto. 
comunque queste sono cose a cui potrò pensare tra alcune settimane ora un solo imperativo: correre, correre e ancora correre!

mercoledì 9 maggio 2012

Dal mare alla strada


Come al solito mi prendo un po di tempo prima di iniziare a raccontare il mare, devo metabolizzare le emozioni, vincere la timidezza e capire può essere interessante e cosa è solo cronaca autorefenziale.
Mi viene spontaneo paragonare continuamente la navigazione in mini con quella in class 40.
Onestamente non ci sono paragoni in termini di qualità di vita, di confort e di sicurezza. avere un posto dove potersi sdraiare sempre asciutto, anzi avere la possibilità di sdraiarsi (nel mini ti incastri tra vele e borse, se ti va bene dormi seduto). Potere stare in piedi dentro la barca, avere la possibilità di camminare più di 2 passi, bere acqua depurata, avere il radar che ti avvisa di eventuali pericoli, il telefono per poter parlare con i tuoi cari, il computer, avere ogni tre ore l'aggiornamento della posizione dei tuoi avversari invece che correre con il cuore in gola come fai nel mini, conoscere la meteo invece che leggere il futuro nelle nuvole sopra la tua testa. tutto questo non ha prezzo.
Insomma anche se ho dormito per terra, anche se ho mangiato liofilizzati scaduti e noodles per 30 giorni (quanto mi è mancato il cibo di Alce Nero...) confronte al mini è una vancanza al Club Med. ora capisco meglio le espressioni di stupore nelle facce delle persone quando si parla di Mini. 

La regata è stata interessante sotto il profilo tattico, le principali intuizioni che ho avuto a terra: allontanarsi subito dalla costa, passare larghi da Rio de Janeiro si sono rivelate corrette. questo unito a un buon ritmo e un po di fortuna ci ha permesso di passare in testa alle 3 barche "vintage". 
Successivamente, forse per troppa arroganza, abbiamo commesso qualche errore: siamo passati troppo larghi a Caraibi e successivamente abbiamo pensato troppo alla velocità più che alla vmg rischiando di infilarci in una alta pressione devastante. con una strambata che ha azzerato il nostro vantaggio ci siamo "messi in riga". unica consolazione è che l'equipaggio sud africano ha fatto lo stesso errore (Nick ha fatto 28 tranoceaniche e 3 giri del mondo).
Sto traendo importanti lezioni dalla collaborazione con Marco, la convivenza per 30 giorni non è stata sempre semplice, la mia competitività in barca a volte si scontra con la sua, giusta, stanchezza dopo 8 mesi in giro per il mondo e la sua voglia di terminare. Lui è un sostenitore delle regate in doppio, mentre io desidero regatare in solitario. lui dopo 13 anni in UK è "inglese", io ogni giorno divento giorno più "sudista". Comunque il mio rispetto per lui come marinaio e come skipper rimane intatto e da questa "strana coppia" sta uscendo un ottima collaboraziona e una bella amicizia.
ora il mio desiderio più grande è entrare a Les Sables d'Olonne primo o secondo. Se Conrad non rompe o non fa errori enormi con la barca che possiede è impossibile da raggiungere, ma nella vita non si sa mai.
Per disintossicarmi dell'aria pura di mare e per premiarmi per il bel risultato, ho noleggiato una mustang convertibile (le auto costano pochissimo) con cui arriverò a Key West. Sempre vento, sempre mare, è più forte di me.

martedì 1 maggio 2012

Secondi

Arrivata la conferma ufficiale.
Financial Crisis condotta da Marco Nannini e Sergio Frattaruolo conquista il secondo posto sul traguardo di Charleston

3 miglia....

L'aggiornamento delle posizioni delle 6 italiane pone Financial Crisis a 3 miglia dall'arrivo.


Aspetto la conferma ufficiale.



situazione alle 17:00 italiane

Mentre la prima barca (Cessna Citation) ha tagliato il traguardo stamattina alla ore 07:45, la lotta per il secondo posto vede Financial Crisis di Marco Nannini e Sergio Frattaruolo in vantaggio di poco meno di 80 miglia sul terzo Class 40.
Ed è proprio di 80 miglia la distanza li separa dal traguardo.
Alla velocità attuale è prevedibile l'arrivo nel giro di 12 / 15 ore, Eolo permettendo.


Di seguito il tracking delle ore 17:00