mercoledì 6 giugno 2012

Ultimo giorno del giro del mondo.


Alla velocità attuale,  entro domani sera atterreremo a Les Sables
D’Olonne, destinazione finale di questa fantastica regata.
Fino all’ultimo dobbiamo sudare, questa notte ha ceduto il moschettone
della drizza dello spinnaker, risultato vela in acqua. In mezzo a 30 nodi
di vento e 2 metri di onda siamo stati un’ora a testa in giù per
recuperarlo, la buona notizia è che non si è rotto.
Oggi i primi segnali di una civiltà probabilmente troppo affollata, per
qualche ora abbiamo rilevato su gli schermi 18 navi, tra cargo e
petroliere,  che incrociavano a pochi miglia da noi. Sembrava l’autostrada
per il mare nel primo week end d’agosto.
Purtoppo i gabbiani pigri sono stati rimpiazzati da megapetroliere di 300
metri.


CI RISIAMO! Ho dovuto interrompere di scrivere questo post per recuperare
in acqua lo spinnaker piccolo che è esploso sotto una raffica, un’ altra
ora a testa in giù.
Lo spinnaker era importante per raggiungere le massime velocità e scappare
alla depressione che questa notte colpirà il golfo di Biscaglia, ci
beccheremo anche questo ultimo lavaggio con risciacquo e centrifuga.

Nessuna lamentela…ho voluto la bicicletta? Ora pedalo!
Devo essere onesto, non vedo l’ora di arrivare per usufruire dei
principali agi  che la civiltà offre: donne, bistecche, acqua calda e
internet a banda larga!
A parte gli scherzi i miei sentimenti sono molto contrastati, ho una
voglia incredibile di arrivare, ritrovare gli affetti, riposarmi qualche
giorno, ma sento già che il mare e il vento mi mancheranno. Di questo
parlerò meglio nei giorni prossimi, ci vuole qualche giorno per
metabolizzare le emozioni.
Ho bisogno anche di avere un po’ di privacy. Vivere con un altro uomo, in
pochi metri quadri, per mesi è dura. Sono fatto per navigare in solitario.
Mi manca Bologna, strano come per vedere la bellezza delle cose le devi
guardare da lontano. Ascolto ogni giorno “Dark Bologna” di Lucio Dalla,
fino a un paio di anni fa la ritenevo una “canzonetta” da quando sono
lontano ne comprendo il vero valore.

Anche se mi è costata tutto, sono felice della “piega” che ha preso la mia
vita nell’ultimo anno, sono passato da essere un “senzatetto” ad
attraversare 2 volte l’Atlantico e 2 volte l’equatore durante 2 tra le più
importanti regate mondiali, nel giro di 6 mesi.

Fortunatamente gli obbiettivi e le novità si succedono ogni giorno
Come la storia di Oscar Wilde delle limature di ferro che pensano di
andare a trovare la calamita di loro spontanea volontà, il giro del mondo
in solitario mi sta attirando a se, ogni giorno di più.

sabato 2 giugno 2012

Il volo dei gabbiani pigri del regno delle tempeste e' bellezza assoluta


Ne siamo usciti. ce la siamo cavati con 36 ore di vento tra i 35 e i 45 nodi e onde di oltre 6 metri. la tempesta ha lasciato qualche segno sulle vele: un taglio sul solent e lo staysail con una lacerazione di un paio di paio metri. scendendo da un'onda la barca ha ingavonato (la prua e' andata sott'acqua), ci siamo girati di 90 gradi e il frangente e' esploso in coperta travolgendo lo staysail. la scena vissuta dall'interno e stata incredibile: io ero sdraiato, fortunatamente incastrato tra il telo fermacarico e la borsa, l'improvvisa decellerazione mi ha sparato in avanti 3 metri come se fossi un bicchiere sul ghiaccio.

L'ultima volta che ho visto un mare cosi e' stato durante la Transat 6.50, ero 300 miglia a sud di Capo Verde senza un timone che aveva ceduto sotto lo sforzo della tempesta. dopo che hai visto un Mini hai visto quasi
tutto...
Tra due giorni arrivera' la sorella minore di questa depressione, speriamo che come a volte accade la sorella minore non riservi grandi sorprese.

Lo spettacolo piu' bello della tempesta e' stato il volo dei gabbiani pigri. non conosco il loro vero nome, hanno la testa nera, come se avessero un casco. il corpo e le ali sono molto piu aerodinamici dei gabbiani comuni, sono scolpiti dal vento.
Li chiamo pigri perchè battono raramente le ali, si abbandonano in planate estreme a pochi centimetri dall'acqua. se non c'e vento non volano, si "siedono" in acqua e lo aspettano.
Il loro regno è la tempesta, si lanciano sui pendii delle onde seguendone il profilo a pochi centimetri dalla superficie, si tuffano nei cavi delle onde come se fossero burroni e improvvisamente riemergono come se fossero
stati sparati in aria.
Suppongo siano anche molto vanitosi e competivi tra loro, ho notato che spesso inclinano le ali fino a toccare appena l'acqua, come fanno alcuni surfisti, e' un gesto estetico, che non ha, apparentemente, nessuna funzione pratica.

Spesso volano in formazione, compaiono da dietro un'onda in sei o sette disposti in fila indiana come se fossero dei caccia durante un attacco, fanno la stessa evoluzione uno dietro l'altro a distanza di un metro e riprendono quota.

Dimenticavo......tutto questo e' eseguito a velocita' folli.

Il volo dei gabbiani pigri del regno delle tempeste e' bellezza assoluta.