mercoledì 27 novembre 2013

A scuola di uragani


Nelle ultime settimane, attraverso grandi eventi atmosferici, la natura ha rivendicato il suo ruolo da assoluta protagonista. le Filippine colpite dal più potente uragano mai registrato, gli USA bersagliate da 80 tornado nel giro di pochi giorni e la mia amata Sardegna (mia madre era sarda e da piccolo passavo molti mesi a Cagliari) flagellata da un da un ciclone. 
Per parlare del clima e per rispondere alle domande dei ragazzi(dalla seconda elementare non accettano più di essere chiamati bambini), qualche giorno fa sono stato piacevolmente "trascinato" dentro la scuola elementare Raffaello Sanzio di Bologna, una delle scuole del quartiere dove sono nato. 

Mi è capitato spesso di intervenire a scuola, ma ogni volta i ragazzi riescono a sorprendermi per la loro lucidità e intelligenza, le domande più frequenti sono state: 
"Dove nascono le tempeste?"
"Si può deviare o fermare un uragano?"
"Quando incontri una tempesta in mare, hai paura?"
"Gli uragani possono arrivare anche anche da noi?" 
...e fino a qui me la sono cavata, la mia esperienza di uomo e navigatore mi permette di dare una risposta sensata. Ma quando un bambino di 8 anni ti chiede: 
"Perchè sono state costruite delle case dove passavano i fiumi?" 
A questo punto che risposta sensata gli dai??

lunedì 18 novembre 2013

Middle Sea Race 2013 seconda parte

Accompagnati da un coro di imprecazioni romano/bolognesi in 10 minuti recuperiamo lo spi dall'acqua, che fortunatamente non si impiglia nei timoni. 
In 5 minuti issiamo lo spi medio e rincomincia la corsa, dobbiamo sfruttare ogni minuto di questo vento perchè calerà in serata. In poche ore, strambata dopo stambata, siamo a Stromboli, altra "boa" del percorso. Il passaggio di Stromboli è fondamentale per la strategia: passando troppo vicino potremo rimanere coperti dal vulcano, troppo lontani faremo strada inutile. Lo azzecchiamo e superiamo molte barche. 
Lo spettacoli di decine di barche sotto spinnaker, al tramonto e lo sfondo del vulcano fumante è una delle immagini che non scorderò più in vita mia.
Con il tramonto va via anche il vento, bordeggiamo in 3 nodi di vento in copertura di Alicudi, perdiamo tempo in una serie di virate.
La frustrazione e la stanchezza cominciano a farsi sentire, a meno di un miracolo i primi due class 40 sono irragiungibili.
In 24 ore superiamo le Egadi, incontriamo un flusso di sudest che ci porta a Pantelleria di bolina stretta. 
Alle 2 Matteo mi sveglia per il cambio turno, tremo di freddo, mi vesto con tutto quello che trovo e mi misuro la febbre: 38,8...odio la febbre, fortunatamente nella ricca farmaCia di bordo c'è abbondante paracetamolo.
Continuiamo a spingere al massimo, ma realisticamente Twt e Fulcrum sono troppo lontani, il nostro avversario diretto per il terzo posto è Waypoint condotto da due bravi croati. 
Nell'avvicinamento a Lampedusa facciamo alcuni bordi disastrosi, il vento continua a saltare. Durante l'ennesima virata il cielo si accende, come illuminato da un enorme flash, sopra di noi una lunga striscia di fumo lasciata da un meteorite...la memoria è subito andata a due mesi prima quando nella baia di Spezia, io e Matteo siamo stati vittime di un incidente che poteva sfociare in tragedia: durante una esercitazione sono caduti colpi di cannone a 200 metri da Calaluna. 

All'alba passiamo Lampedusa, magnifica isola con stupende e generose persone che offrono tutto quello che hanno a profughi e vittime del mare, nell'indifferenza dell'Italia e dell'Europa, perchè le navi della Marina Militare non sono qui, dove servono, invece di essere a Spezia. Passiamo davanti all'isola dei Conigli, rispettiamo un minuto di silenzio per ricordare le centinaia di vittime della scorsa settimana.
Il telefono ha segnale, possiamo vedere il tracking via internet, il verdetto è implacabile: Waypoint è 15 miglia davanti a noi, a meno che non si pianti senza vento davanti a Malta il divario non è recuperabile. L'avvicinamento a Malta è un lungo traverso con vento debole, la barca cammina da sola, per la prima volta da diversi giorni non guardo il mare solo come un campo di regata, mi concedo qualche ora per rilassarmi e cercare di digerire l'amarezza del risultato. arriviamo a Malta a notte fonda, senza vento, l'ultimo mezzo miglio è infinito, più di un ora scarrocciando a pochi metri dagli scogli. Finalmente per VHF annunciano l'arrivo di Extreme Sail Academy: 4 giorni, 13 ore e 29 minuti! Quarti dei class 40 a 13 ore dal primo. La regata è finita, è l'una di notte, ora si va a festeggiare con gli amici di J-Storm. 
Nonostante il risultato non sia stato all'altezza delle mie aspettative, questa regata resterà come una pietra miliare nell'avvicinamento all'oceano: finalmente, dopo mesi di attesa, per la prima volta mi sono confrontato contro altri class 40, competitivi  e condotti da equipaggi forti. la strada sarà lunga, ma la direzione è giusta.  
Desidero ringraziare Matteo Miceli, amico e grande navigatore, per l'aiuto e il sostegno.

giovedì 7 novembre 2013

Middle Sea Race 2013 prima parte


Arriviamo a Malta di notte, al termine di una Offshore Experience di Extreme Sail Academy. Le Offshore Experience sono stage di navigazione d'altura rivolti a persone che abbiano già esperienza di mare e che desiderano sperimentare navigazioni più complesse e interessanti, io ho il piacere di essere il trainer in alcuni di questi avvenimenti.
Lo spettacolo davanti a noi è unico: immense mura racchiudono case, chiese e antichi magazzini, ogni pietra suda storia.
Sono a Malta per partecipare alla Middle Sea Race in coppia con Matteo Miceli, amico e grande navigatore. 
La partenza è tra 4 giorni, purtroppo non possiamo allenarci perchè le vele sono in riparazione a causa dei danneggiamenti subiti durante lo stage. La randa e il code 0 sono buoni solo per farci delle borse...
115 barche iscritte, un numero record, inclusi 4 class 40 con cui ci confronteremo in tempo reale. 
La Regata parte il 19 ottobre alle 11, siamo nel primo gruppo. La linea di partenza è stesa in uno stretto fiordo, alla nostra sinistra le grandi mura de La Valletta, si scorgono i cannoni che spareranno il colpo che darà il via alla regata. 
Nonostante la concitazione io e Matteo siamo sereni. Partiamo bene, sopravento alla flotta e secondi. Navighiamo di bolina in 4 nodi d'aria. Improvvisamente la barca rallenta, quasi si ferma, diamo la colpa a un buco d'aria causato dai grandi edifici, ma solo molte ore dopo capiremo la vera ragione. 
Usciti dal fiordo issiamo spi per arrivare in poppa piena alla boa di disimpegno posizionata 2 miglia a NW. Superata la boa ci lanciamo verso lo stretto, tenendoci più a est e più orzati del gruppo, che segue la rotta diretta. Per noi la scelta è obbligata, non ho una vela performante su quell'angolo: 100 TWA.
Superiamo Capo Passero attaccati ai nostri avversari diretti: TWT e Fulcrum. Siamo veloci quanto loro nonostante le nostre vele siano oggettivamente inferiori. Ma sento la barca andare piu' lenta rispetto al solito, poco reattiva, sospetto che abbiamo qualcosa nei timoni. E' notte fonda, ma con la luce frontale intravedo qualcosa impigliato al timone di sinistra, mi allungo in acqua e sento che c'è un bastone grosso come una bottiglia attaccato al timone, probabilmente lo stiamo trascinando dalla partenza! La pressione dell'acqua causata della velocità della barca lo tiene bloccato sul timone. Siamo costretti a fermarci. Ammainiamo spinnaker e dopo un bel bagno tolgo dal timone un bastone lungo un paio di metri...abbiamo perso mezzora ma niente è ancora perduto.
Ci avviciniamo allo stretto di Messina, tra 6 ore avremo corrente a favore. A questo punto prendiamo la decisione che segnerà tutta la regata: decidiamo di strambare per ribilanciarci verso il gruppo andando al centro del canale. Finiamo sotto la versione marina della nuvola di Fantozzi, per oltre 4 ore ci inchioderà senza vento, scarrocceremo, fortunatamente nella direzione corretta, a mezzo nodo.
All'alba ritorna un po d'aria, ripartiamo, abbiamo perso oltre 20 miglia sui primi. Nonostante tutto il morale è alto sappiamo che la regata è ancora lunga. Incomincia l'inseguimento. In poche ore riprendiamo e superiamo un numeroso gruppo di barche. 
Le previsioni danno 15 nodi da sud dopo lo stretto, quindi andatura al lasco in vento leggero per l'avvicinamento alle Eolie. Dobbiamo giocarci il tutto per tutto e spremere ogni centimetro. Non l'avessi mai detto...
Usciamo dallo stretto, il vento da sud aumenta, 8, 10, 12, 14 nodi. Sorridenti, ci diciamo che le previsioni sono attendibili e che questo è il nostro momento. 16 nodi. Io al timone, Matteo va sotto per spostare i pesi, il vento sale ancora: 20, 22 nodi. Lo spi maxi è molto sottile, il suo range è fino a 18 nodi, ma non voglio ammainare per non perdere tempo. In testa mi ripeto le mitiche parole: "tanto-cala-tanto-il vento-cala", la barca plana a 15 nodi. Il mio pensiero fisso è che dobbiamo recuperare sugli avversari. Allontano le preocupazioni pensando che questo spi lo abbiamo portato altre volte fino a 24 nodi. Improvvisamente, in pochi secondi, il vento passa da 22 a 30 nodi. Urlo a Matteo di uscire velocemente perchè dobbiamo ammainare, pochi secondi dopo la testa dello spi esplode, un triangolo di tela rossa di 5 metri è in testa d'albero, il resto cade in mare!

continua.... 

domenica 27 ottobre 2013

sabato 26 ottobre 2013

Destinazione Palermo.

Eccoci alla premiazione della Rolex Middle Sea Race da non vincitore, per onorare la città che mi ha ospitato, in segno di rispetto nei confronti dell'organizzazione, degli spettatori, degli avversari e soprattutto delle aziende che hanno investito nell'evento. Perche è da vincente onorare i vincitori.

E poi si riparte con Maurizio D'Amico, destinazione Palermo!

mercoledì 23 ottobre 2013

Arrivati!

Qualche errore potevamo evitarlo e forse raggiungere un risultato migliore, ma sbagliando s'impara. E' stata comunque un'esperienza bellissima con un grande uomo e navigatore, Matteo Miceli.

lunedì 21 ottobre 2013

"Bollettino" dal campo di regata.

Bilancio delle ultime 24 ore: 12 ore a schiumare dalla rabbia nella bonaccia più totale, esultando quando facevamo 3 nodi, 6 a rimpiangere lo spi maxi esploso fuori dallo stretto. Perché si capisce l'importanza di una vela solo dopo che la rompi?!? A parte questo, il morale è alto e fino a malta non ci diamo per vinti!

domenica 20 ottobre 2013

Che notte!

In diretta dalle Eolie. Niente vento, mare come olio, decine di luci delle barche avversarie e il rumore del digrignare dei miei denti per la smania di correre...

Non mollare mai!

Dopo il problema ai timoni di ieri, causato da un ramo e 3 ore oggi a ciondolare senza vento vedendo gli altri passare a due miglia di distanza, siamo usciti finalmente dallo stretto di messina...
Ora rincomincia l’inseguimento!


sabato 19 ottobre 2013

venerdì 18 ottobre 2013

Conto alla rovescia, domani si parte!

Meno di 24 ore alla partenza! Domani alle ore 11:00 ha inizio la Rolex Middle Sea Race da Grand Harbour, La Valletta. Il mio compagno di viaggio per questa avventura sarà Matteo Miceli.
Per seguirmi in tempo reale basta collegarsi al sito http://www.rolexmiddlesearace.com/index.cfm oppure alla fanpage Sergio Frattaruolo Liberamente.


Regola numero uno: non mollare mai!


 

Ultimi preparativi.




lunedì 7 ottobre 2013

Da Porto Venere a La Valletta.

Direzione Malta, obbiettivo la Rolex Middle Sea Race in doppio. 
Poco vento ma una gradita compagnia...

domenica 6 ottobre 2013

…AD OCEANOITALIA.

Dagli inizi ad oggi, in questo lungo periodo scandito dal tempo e dalle emozioni, sono cambiato. La conoscenza di nuovi popoli, di culture e tradizioni diverse, unita all’esperienza solitaria in mare, mi hanno portato pian piano a concepire un nuovo progetto, di più ampio respiro rispetto a BOLOGNA IN OCEANO.

Mi sono così affidato ad un laboratorio creativo della comunicazione - ParsifalDesign - per costruire la mia nuova identità di uomo e velista. A fare da bussola, in questo nuovo progetto, la mia esperienza di navigatore solitario, assieme alla conoscenza strategico-comunicazionale dell’agenzia. Ne sono nati un logo e il pay off “LiberaMente”, in cui vengono riassunte la mia personalità e tutta la filosofia del mio pensiero libero, creativo, etico. Ed è affiorato, sempre più concretamente, un progetto globale e articolato che, sotto il nome di OCEANOITALIA, racconta e presenta i miei obiettivi odierni: divulgare, attraverso la vela e una grande passione per il mare, l’autentico Made in Italy. In questo modo, la mia barca, Calaluna, diventa mezzo itinerante e originale con il quale le eventuali aziende partner aumentano la propria visibilità e diffondono, di onda in onda, di porto in porto, i valori imprenditoriali del proprio fare.
Passioni, capacità, competenze e prodotti italiani approdano così in ogni costa del mondo.


sabato 5 ottobre 2013

DA BOLOGNA IN OCEANO…

La mia storia di “navigatore” del mondo inizia da qui, da un nome, BOLOGNA IN OCEANO. Un progetto tutto mio, che unisce alla perfezione il mio viscerale, umano e istintivo desiderio di stare in mare al sempre intenso e costante legame con la mia terra natale. Fin dal principio, infatti, la mia città ha rappresentato l’origine della mia carriera velica ed è stata sostenitrice, nonché partner primario e naturale delle mie avventure per mare. Andando per mare, infatti, sentivo forte il desiderio di restituire qualcosa alla mia comunità, per questo motivo cominciai subito a collaborare con un progetto che coinvolgeva le scuole bolognesi. Così, al ritorno dai miei viaggi, tenevo lezioni, raccontavo storie di mare, affascinavo con parole “salate” i miei piccoli interlocutori. E trasmettevo emozioni, che poi sentivo il bisogno di portare nuovamente via con me, di restituire a quell’Oceano che le aveva fatte nascere.
Fu così che, pian piano, prese vita l’idea di infilare dentro bottiglie di vetro i messaggi degli studenti che incontravo, di portarli con me per mare e liberarli nell’oceano lungo il tragitto della mia prima, importante meta: il Brasile.

Vi dico la verità, dopo questa esperienza - la Transat 6.50 - travagliata, bellissima e ricca di emozioni, dissi a me stesso: “Appena toccato terra, non salirò su una barca da regata per almeno un anno…”. Ma la notte stessa del mio arrivo ero già lì, alla ricerca di una nuova barca da noleggiare: obiettivo, il giro del mondo in solitario. Il destino mi portò a trovare la mia barca a Lisbona, da un campo dimenticato per riportarla all`Oceano. Così, per tutto il 2012, mi dedicai totalmente al suo recupero. Da questo paziente lavoro, nacque Calaluna, la mia attuale, inseparabile “compagna” di vento e di mare.