lunedì 18 novembre 2013

Middle Sea Race 2013 seconda parte

Accompagnati da un coro di imprecazioni romano/bolognesi in 10 minuti recuperiamo lo spi dall'acqua, che fortunatamente non si impiglia nei timoni. 
In 5 minuti issiamo lo spi medio e rincomincia la corsa, dobbiamo sfruttare ogni minuto di questo vento perchè calerà in serata. In poche ore, strambata dopo stambata, siamo a Stromboli, altra "boa" del percorso. Il passaggio di Stromboli è fondamentale per la strategia: passando troppo vicino potremo rimanere coperti dal vulcano, troppo lontani faremo strada inutile. Lo azzecchiamo e superiamo molte barche. 
Lo spettacoli di decine di barche sotto spinnaker, al tramonto e lo sfondo del vulcano fumante è una delle immagini che non scorderò più in vita mia.
Con il tramonto va via anche il vento, bordeggiamo in 3 nodi di vento in copertura di Alicudi, perdiamo tempo in una serie di virate.
La frustrazione e la stanchezza cominciano a farsi sentire, a meno di un miracolo i primi due class 40 sono irragiungibili.
In 24 ore superiamo le Egadi, incontriamo un flusso di sudest che ci porta a Pantelleria di bolina stretta. 
Alle 2 Matteo mi sveglia per il cambio turno, tremo di freddo, mi vesto con tutto quello che trovo e mi misuro la febbre: 38,8...odio la febbre, fortunatamente nella ricca farmaCia di bordo c'è abbondante paracetamolo.
Continuiamo a spingere al massimo, ma realisticamente Twt e Fulcrum sono troppo lontani, il nostro avversario diretto per il terzo posto è Waypoint condotto da due bravi croati. 
Nell'avvicinamento a Lampedusa facciamo alcuni bordi disastrosi, il vento continua a saltare. Durante l'ennesima virata il cielo si accende, come illuminato da un enorme flash, sopra di noi una lunga striscia di fumo lasciata da un meteorite...la memoria è subito andata a due mesi prima quando nella baia di Spezia, io e Matteo siamo stati vittime di un incidente che poteva sfociare in tragedia: durante una esercitazione sono caduti colpi di cannone a 200 metri da Calaluna. 

All'alba passiamo Lampedusa, magnifica isola con stupende e generose persone che offrono tutto quello che hanno a profughi e vittime del mare, nell'indifferenza dell'Italia e dell'Europa, perchè le navi della Marina Militare non sono qui, dove servono, invece di essere a Spezia. Passiamo davanti all'isola dei Conigli, rispettiamo un minuto di silenzio per ricordare le centinaia di vittime della scorsa settimana.
Il telefono ha segnale, possiamo vedere il tracking via internet, il verdetto è implacabile: Waypoint è 15 miglia davanti a noi, a meno che non si pianti senza vento davanti a Malta il divario non è recuperabile. L'avvicinamento a Malta è un lungo traverso con vento debole, la barca cammina da sola, per la prima volta da diversi giorni non guardo il mare solo come un campo di regata, mi concedo qualche ora per rilassarmi e cercare di digerire l'amarezza del risultato. arriviamo a Malta a notte fonda, senza vento, l'ultimo mezzo miglio è infinito, più di un ora scarrocciando a pochi metri dagli scogli. Finalmente per VHF annunciano l'arrivo di Extreme Sail Academy: 4 giorni, 13 ore e 29 minuti! Quarti dei class 40 a 13 ore dal primo. La regata è finita, è l'una di notte, ora si va a festeggiare con gli amici di J-Storm. 
Nonostante il risultato non sia stato all'altezza delle mie aspettative, questa regata resterà come una pietra miliare nell'avvicinamento all'oceano: finalmente, dopo mesi di attesa, per la prima volta mi sono confrontato contro altri class 40, competitivi  e condotti da equipaggi forti. la strada sarà lunga, ma la direzione è giusta.  
Desidero ringraziare Matteo Miceli, amico e grande navigatore, per l'aiuto e il sostegno.

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