sabato 3 maggio 2014

Roma per 1 (i preparativi)

Finalmente la prima vera solitaria italiana, aperta a tutte le barche, La Roma per 1. Partenza da Riva di Traiano, cancello a Ventotene, passaggio a Lipari e rientro a Riva di Traiano, 530 miglia. Ci sono 15 solitari iscritti, compresi altri 3 class 40, un vero successo.
Sono emozionato, finalmente potrò regatare in solitario con Calaluna. Dopo anni sento i brividi e l'euforia da primi giorni di scuola che mi regalava il mini.
Voglio e desidero impegnarmi per fare un buon risultato.
Voglio e desidero divertirmi navigando, sensazione che è spesso mancata nel 2013 a causa dell'eccessivo peso che davo al risultato.
Insieme ad Alessandro Drago, nuovo apprendista stregone, stilo un piano di allenamenti e lavori serrato di tre settimane, in cui dovremo fare il setup della nuova randa, effettuare sessioni di allenamento lunghe finalizzate a verificare i miei ritmi veglia/sonno e la corretta esecuzione delle manovre in solitario, oltre effettuare numerosi lavori a bordo per rendere la barca più efficiente ed ergonomica durante la navigazione in solitario. Avremo bisogno di tre mesi invece che di tre settimane....
Fisso dei punti fermi, il primo è che non voglio arrivare stanco e moribondo al giorno della partenza, a causa dei mille impegni e lavori, al contrario devo trovare il tempo di rilassarmi e preparare la regata. Bisogna arrivare a Riva per tempo e nei 4 giorni precedenti la partenza non dobbiamo effettuare lavori radicali. Il secondo punto è che non dobbiamo effettuare delle modifiche sostanziali che non siano state adeguatamente testate in allenamento.
Procede tutto bene anche se non abbiamo un minuto libero, lavoriamo delle 8 di mattina a mezzanotte. Gli allenamenti sono soddisfacenti: non ho problemi a svegliarmi al termine dei 20 minuti (in solitario dormirò 20 minuti ogni 2 ore), la barca corre con vento in tutte le andature mentre si fa drammaticamente sentire la mancanza di un code 0: sotto gli 8 nodi dalla bolina al traverso siamo piantati. Purtroppo sono le classiche condizioni da Mediterraneo, mi serve una vela nuova per avere qualche chance. 10 giorni prima della partenza chiedo ad Armando di Sailorwear l'ennesimo miracolo: disegnare e costruire una nuova vela in pochi giorni. Ancora una volta accetta la sfida. In mezza giornata disegniamo a 4 mani la vela che desideravo, ma arriva la cattiva notizia dal fornitore di tessuti: il materiale non è disponibile in Italia, quindi la vela sarà pronta due giorni prima della partenza e non avremo il tempo di testarla prima della regata.
Sabato 29 marzo, io e Alessandro partiamo per il trasferimento Fezzano - Riva di Traiano. Anche questa navigazione sarà un allenamento in “solitario”: Alessandro deve intervenire solo in caso di emergenza. Il trasferimento è stato caratterizzato da poco vento, molti delfini, dalla sconsolante visione del relitto della Costa Concordia e “dall'agguato” notturno della Guarda di Finanza davanti a Civitavecchia, in 30 ore siamo a Riva di Traiano.
Sono stato altre volte qui, nello stesso pontile, il pontile delta, ma questa volta c'è un fermento e una energia che non vedevo da qualche anno: ci sono i navigatori solitari. Non so bene come spiegarlo ma è diverso, ci sono più sorrisi, più concentrazione e più solidarietà, ci sono meno divise, meno formalismi e meno prime donne.
Chiunque esca da un porto in solitario merita il rispetto assoluto a prescindere dalla barca, dalla fama o dal risultato che otterrà.
Gli ultimi giorni passano veloci, la tensione sale e la stanchezza pure, tra briefing, corsi, lavori sulla barca e preparazione della regata non rimane tempo libero, ma il piacere di essere qui con la mia barca, preparando la prima regata in solitario in class 40, in compagnia di amici e colleghi come Matteo Miceli e Mario Girelli non ha prezzo. Al Circolo Velico Riva di Traiano, organizzatore della regata, il Presidente Alessandro Farassino, coiadiuvato dal suo staff: Bruno Bove, Francesca, Cecilia, Patty, Marina ce la mettono tutta per aiutarci e farci sentire a casa, nonostante la “rigidità” dimostrata dalla gestione del porto.
Le previsioni meteo danno pochissimo vento per tutta la regata, sicuramente non sono condizioni premianti per i class 40, in particolare per me e Calaluna: io non do il meglio di me al timone con 2 nodi di vento e la barca molto rigida e robusta, pensata per planare in oceano, paga i suoi chili di troppo. Comunque è una regata lunga e avremo modo di dire la nostra.
Il giorno prima della partenza arriva Jessica e anche lei viene ipnotizzata da questo ambiente, la cosa deve essere talmente evidente che Roberto Imbastaro gli dedica un articolo su ItaliaVela.
La mattina della partenza sono sereno, con anticipo sono riuscito a preparare adeguatamente la barca (l'incubo della Transat 6.50 dove ho lavorato fino alle 4 di mattina della notte prima della partenza per il Brasile è ancora vivo), alcuni conoscenti di Facebook, come Maurizio e Domenico sono venuti a trovarmi facendomi un grande piacere.
Uno a uno veniamo trainati fuori dal gommone (i motori dei solitari sono stati piombati) tra gli applausi e i saluti della gente, l'emozione è grande, sempre la stessa sembra di partire per la Luna. Arriva il mio turno, ultime foto e saluti, in pochi minuti sono fuori dal marina, il gommone mi tiene al vento, isso a fatica gli oltre 50kg di randa e partiamo.
Ora non si scherza più, si passa al modo “animale”: via tutti i pensieri che non sono mangiare, riposare, preservarsi e fare correre la barca il più velocemente possibile.

Continua nella seconda parte...


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