giovedì 25 dicembre 2014

Come ho scoperto che Babbo Natale non esiste

Oggi commentando un post mi è venuto in mente come ho fatto a scoprire che Babbo Natale non esiste. 
Da piccolo vedevo Babbo Natale, come una specie di postino o padroncino molto fico che lavorava solo alcuni giorni l'anno. Non riuscivo a capire come un uomo solo in una notte potesse aprire migliaia di case e depositare i pacchi sotto l'albero. Premetto che io abitavo in un palazzo di 8 piani in un quartiere di palazzi, quindi la storia che si calava dal camino non funzionava, sarebbe finito nel vano caldaie nei garage.
Assillavo mia madre con domande tipo: "ma come fa con tutte queste chiavi di casa? e quelle dei portoni?", "si fa delle copie da solo o bisogna spedirgliele?" "ma usa l'ascensore o le scale?", "non perde troppo tempo a entrare in ogni casa?".
Per rendere la faccenda un po più veritiera, dall'anno successivo mi fecero trovare il regalo fuori dalla porta di casa. La notte del 24 io sentivo suonare il campanello della porta e mia madre diceva "vai ad aprire sarà Babbo Natale che ha lasciato i regali sul pianerottolo". ok così la distribuzione mi sembrava più "efficiente", ma lo stesso non riuscivo a capire perchè vedevo o sentivo Babbo Natale mentre scendeva le scale dei 5 piani sottostanti, lasciando pacchi e suonando campanelli. 
Questa storia non riuscivo a capirla, continuava a frullarmi per la testa. Avevo formulato alcune ipotesi: la principale era che Babbo Natale non era solo, ma c'erano migliaia di Babbo Natale, che coordinati da una organizzazione, si occupassero della distribuzione, ma perchè non si vedevano per le strade uomini grassi vestiti di rosso e con le barbe alla guida di furgoni? 
un'altra ipotesi era che Babbo Natale non stava a sbattersi a girare e si affidava per la consegna ai genitori. Immaginavo una specie di fermo posta dove i genitori andavano a ritirare i pacchi per i figli. l'ultima ipotesi era che Babbo Natale non esisteva e che i miei genitori mi stavano coglionando.
Insomma passata l'euforia dei regali riattacco il pippone a mia madre su perchè questa storia non mi convinceva e gli espongo le mie 3 teorie. Lei taglia corto e mi risponde: "io non vado a prendere regali, Babbo Natale è uno, ne io ne te siamo esperti di trasporti, è il suo lavoro e saprà come farlo!"
L'anno successivo si fecero più furbi, mentre io aspettavo che il campanello suonasse, mi urlano: "Babbo Natale si è avvicinato al balcone con la slitta volante e ha lanciato i regali!" (per inciso abitavamo al sesto piano...)
Ho ancora l'immagine in mente: era notte, aveva nevicato e in terrazzo c'era una scatola trasparente con un bellissimo cinturone e pistole da cowboy.
Loro si facevano più furbi ma anche io crescevo e mi domandavo: "come fa una slitta a volare? come fa a contenere cosi tanti pacchi? come identifica i balconi giusti?" 
Passato l'entusiasmo del cinturone rincomincio con i quesiti imbarazzanti: non era possibile che Babbo Natale facesse tutto da solo e che se ci ragionava lo avrebbe capito anche lei.
Insomma, sfinita, confessa: "Babbo Natale non esiste è una bella favola che si racconta ai bambini per fargli avere i regali che comprano le persone che gli vogliono bene!" 
Ricordo l'euforia dell'avere ragione, mi sentivo un'investigatore, uno scienziato. Finalmente tutto tornava, non esisteva un vecchio in sovrappeso che era costretto a correre per portare regali a bambini sconosciuti, utilizzando i metodi più assurdi, ma erano le persone intorno a te che ti amavano e che ti facevano i regali!
Buon Natale